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Come si fa per cambiare scuola?

La nostra rubrica “Diritti a portata di banco” affronta il delicato problema dei cambi di scuola, in particolare vi spiegherà le regole da rispettare e le eventuali limitazioni.

lenlauret | Segui su Google+ - 29 novembre 2014 50 commenti
E io lo dico a Skuola.net
Diritti a portata di banco

La nostra rubrica dedicata ai Diritti degli studenti, prende in considerazione un problema abbastanza diffuso tra gli studenti, soprattutto quelli dei primi anni: il cambio di scuola.
I motivi che possono spingere a un’inversione di rotta rispetto alla scelta iniziale possono essere i più disparati: da un cambio di residenza, a un litigio con i compagni o con gli insegnanti, a un’improvvisa consapevolezza di non essere portati per la scuola che si sta frequentando.
Cosa fare quindi quando ci si accorge di aver sbagliato scelta? Si può tornare indietro? Ci sono dei limiti?

Guarda il video con i consigli su come cambiare scuola
Fonte: Skuolanet

IL FORUM – Come sempre cercheremo di rispondere a questi dubbi, partendo dalla richiesta formulata da un nostro utente,Giulypunk, nel forum : “Quante volte si può cambiare scuola? Io ne ho cambiate tre. Cioè, in prima ero in una (ITC) in seconda ho cambiato e sono andata in un istituto agrario, ma non mi piaceva. E in terza son ritornata all'ITC perchè non sapevo dove andare, ma adesso ho trovato la mia vocazione e vorrei andare a fare il Grafico Pubblicitario. Potrei ricambiare? Ah sì, al momento sono in seconda perchè quelli dell' ITC non mi ha lasciato passare in terza… Vorrei cambiare l'estate del prossimo anno…”

COME SI CAMBIA SCUOLA – La norma di riferimento riguardo ai cambi di scuola, è l’art. 4 del R.D. n.653 del 1925, di cui riportiamo solo la parte che interessa il nostro argomento:“… Se nel corso dell’anno scolastico, un alunno deve trasferirsi da una scuola all’altra, occorrerà presentare una domanda al dirigente scolastico della scuola in cui intende trasferirsi, spiegando i motivi della richiesta. Al Dirigente scolastico della scuola frequentata va invece presentata una domanda documentata perché il rilasci il nulla osta, che è il documento da presentare alla nuova scuola per l’effettiva iscrizione. Successivamente la vecchia scuola invierà tutti i documenti dell’alunno a quella nuova. Il nulla osta, se debitamente motivato, non può essere negato“.
Per prima cosa andiamo a capire cosa dice la legge: l’alunno che decide di cambiare scuola deve compilare un apposito modulo di richiesta di trasferimento al Dirigente scolastico in cui si spiegano le ragioni alla base della richiesta di cambio; il Dirigente la dovrà analizzare e decidere se è il caso o meno di procedere al rilascio del nulla osta, ossia di un documento di carattere amministrativo in cui dichiara il suo assenso al trasferimento. L’alunno dovrà anche presentare una richiesta di iscrizione alla nuova scuola, anch’essa motivata e completa di nulla osta. Sarà poi la scuola di provenienza ad inviare alla scuola di destinazione la documentazione relativa all’alunno.

studente indeciso
IL NULLA OSTA - Il procedimento sembra un po’ macchinoso ma abbastanza chiaro, tuttavia spesso alcuni problemi nascono dal diniego del nulla osta, senza il quale non si può procedere all’iscrizione nella nuova scuola. Spesso, infatti, molti Presidi si oppongono alla richieste di trasferimento basandosi sulla C.M. n.58 del 20.06.2008 che precisa:
“Si ribadisce l’esigenza che i nulla osta all’eventuale trasferimento degli alunni siano concessi solo in presenza di situazioni particolari, opportunamente motivate.”
I motivi che poi stanno effettivamente alla base del loro rifiuto possono essere legati sia a motivi organizzativi (per esempio il trasferimento di un alunno può determinare lo scioglimento della classe in quanto senza non si raggiunge il numero minimo di studenti) che a motivi del tutto personali. Ricordiamoci, infatti, che il Preside è pur sempre un essere umano che per evitare la perdita di prestigio del proprio istituto può decidere di bloccare eventuali esodi con lo strumento burocratico che ha a disposizione.
Non disperiamo, però, perché sono diversi gli elementi che vengono in nostro soccorso:
  • - La C. M. è solo un atto dal valore di indirizzo interno e non una legge;
    - Il diniego di nulla osta deve essere opportunamente motivato e se la motivazione data dal Preside è palesemente lacunosa, potrà essere impugnata facilmente;
    - Il nulla osta è un provvedimento amministrativo e quindi, seppur subordinato alla discrezione dell’organo che lo emette, è soggetto alle regole indicate dalla l. 241/90. Quindi deve essere emesso in un tempo di 30 giorni massimo, in qualsiasi momento si può chiedere a che punto è arrivato l’iter della decisione, la motivazione è d’obbligo e si può impugnare l’atto che non ci soddisfa davanti al T.A.R. Tuttavia questa soluzione non la consiglio mai se non nei casi estremi, visti i costi elevati e i tempi, spesso assai lunghi.
In conclusione, per essere certi di vedersi riconosciuto il permesso di cambiare scuola, basta una richiesta adeguatamente motivata; sarà, così, difficile per il Preside negare il nulla osta, a meno che non voglia presentarsi davanti al giudice amministrativo!

ESISTONO LIMITAZIONI? – Per completare la risposta alla nostra utente, direi che limitazioni legali ai cambi di scuola non esistono. In sostanza finché il Preside concede il nulla osta, si può cambiare scuola anche all’infinito, tuttavia non mi sembra una buona soluzione.
E’ giusto avere la possibilità di cambiare scuola, di tornare indietro quando ci si rende conto di aver sbagliato scelta, ma non bisogna abusarne. Continuando a cambiare scuola, si ottiene un effetto controproducente anche a livello di rendimento, di risultati nello studio e di socializzazione all’interno del gruppo classe.
In casi come questo, consiglio sempre di usare gli strumenti del buon senso, prima di quelli legali.


Elena Lauretti
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