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Canto XXVII

Dante, scortato da Virgilio e Stazio, si trova davanti l’angelo della castità, che esorta i poeti ad attraversare il muro di fuoco per poter accedere all’ultima scalinata. Dante è sopraffatto dalla paura e Virgilio lo incoraggia facendo il nome di Beatrice. Avanzano in un calore insostenibile e infine, guidati da un canto di un angelo, escono dalle fiamme nel punto in cui si trova la scala del Paradiso. La creatura celeste li invita ad affrettarsi perché la legge del Purgatorio non consente ai pellegrini di proseguire il cammino senza la luce del sole. Dopo aver salito pochi gradini, Dante si accorge che il suo corpo non ha più ombra e con essa anche la forza nelle gambe. I due così si fermano finché non tornerà il giorno. Seduti sui gradini i tre poeti si apprestano a trascorrere la notte. Dante si addormenta e nelle prime ore dell’alba egli ha la visione di Lia e di Rachele, le due sorelle della genesi. Con il sorgere dell’alba, Dante ormai sveglio, si avvicina a Virgilio, che gli conferma che il grande giorno è arrivato. Presto incontrerà Beatrice. Dante, quasi volando, sale i gradini della scala e giunto in cima ascolta Virgilio. La solenne orazione prima rammentata al suo discepolo, prospetta il cammino che rimane da fare, in cui Dante sarà condotto ormai dalla sua stessa volontà, senza più bisogno di guida. Ormai lo spirito di Dante è libero, rivolto al bene e deciso a raggiungerlo.

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