Sapiens 2037 punti

CANTO XXVI

Mentre i tre poeti percorrono l’orlo della cornice invasa dalle fiamme, dei lussuriosi, il sole proietta l’ombra di Dante. Il fatto desta l’attenzione delle anime, che si chiedono chi sia. Intanto il poeta osserva che i lussuriosi sono divisi in due schiera, le quali camminano in senso opposto e si fanno premurosamente incontro, si baciano e proseguono il cammino. Sono quelli che peccarono di lussuria naturale ed innaturale. Essi, nel separarsi, urlano esempi di castità, cantando poi un inno al Signore, si avviano ancora in direzioni opposte. Le anime della prima schiera, che prima avevano notato l’ombra di Dante, finita la purificazione, si accostano di nuovo al poeta, per sapere come mai ha l’ombra. Dante, allora, accenna alle ragioni del suo viaggio e a sua volta chiede informazioni sulla pena e sull’identità delle anime. Superato lo stupore che suscita, l’ombra di Guido Guinizzelli si dichiara, dopo aver spiegato la natura dei peccati. Quando Dante sa di trovarsi di fronte al padre del Dolce Stil Novo, vorrebbe abbracciarlo, ma per paura del fuoco e per reverenza, tace in contemplazione. L’accoglienza calorosa e le parole pronunciate dal pellegrino suscitano la meraviglia di Guido, che vorrebbe sapere il perché di tanta ammirazione. Al caldo elogio, Guinizzelli risponde umilmente, distinguendo fra il valore reale e la fama degli artisti del suo tempo. La sua opera è una testimonianza del suo sommo valore anche se questo giudizio non coincide con quello superficiale, di alcuni che vorrebbero porre più in alto Giraut de Bornelh, così come fecero con Guittone. Dopo queste parole Guido sparisce, inghiottito dal fuoco, e Dante si accosta allo spirito del grande poeta di cui l’amico gli aveva parlato. Questo, in provenzale, dice a Dante della sua espiazione della sua speranza nella beatitudine. Poi raccomandandosi alle preghiere di Dante, sparisce nel fuoco.

Registrati via email