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Canto XXIV

Dante e Forese, senza interrompere la loro conversazione, avevano ripreso a camminare speditamente, circondati dalla turba dei golosi, che assistevano stupiti alla miracolosa presenza di un vivo in Purgatorio. Dante chiede all’amico notizie della sorella Piccarda e apprende che essa, ormai santa, è illuminata dalla luce divina del Paradiso. Il poeta chiede ancora all’amico di indicargli qualche spirito degno di essere nominato e Forese, all’inizio di un breve elenco di anime, indica Bonagiunta da Lucca,. Poi indica il papa Martino IV, Ubaldino degli Ubaldini, l’arcivescovo di Ravenna, Bonifazio, il Marchese degli Argogliosi. Dante sceglie per un particolare colloquio proprio Bonagiunta, che sembrava particolarmente desideroso di conoscerlo. Il colloquio con il rimatore lucchese si apre con l’affiorare del profilo di Gentucca: un nome che Bonagiunta mormora e che riscatterà la cattiva fama dei Lucchesi. Il discorso si sposta poi su un argomento di storia letteraria con la definizione del Dolce Stil Novo. Nel rapido scambio di battute, Dante opera una sorta di differenziazione dei modi di poetare: da una parte i guittoniani, che hanno uno stile puramente esteriore, e dall’altra parte gli stilnovisti, che sottopongono il vedere e l’udire ad una specie di maturazione, selezione e rielaborazione interiore. Chiusa la parentesi letteraria dell’incontro con Bonagiunta, il poeta riprende a camminare in fretta con Forese, sempre al suo fianco. La figura dell’amico s’innalza ancora una volta prima del congedo, riprendendo il tono solenne della profezia e pronunciando la rovinosa caduta infernale di Corso Donati. Poi Forese si allontana e Dante riprende il suo cammino al fianco di Virgilio e Stazio. Comincia qui la terza parte del canto con la visione del secondo albero e delle anime ai suoi piedi che, alzando le mani, gridano preghiere. I tre poeti si avvicinano alla pianta, ma una voce proveniente dalle sue fronde li invita ad allontanarsi. Poi, mentre essi si accostano alla parete del monte, la voce misteriosa grida esempi di golosità punita: i centauri, che furono combattuti da Teseo; gli Ebrei, che bevvero troppo e furono rifiutati da Gedeone come compagni nella guerra contro i Madianiti. Infine, mentre i poeti si allontanano, appare l’angelo che vigila al limite della cornice e li invita a salire al girone successivo. Mentre Dante segue abbagliato le sue guide, l’ala dell’angelo gli sfiora la fronte e pronuncia parole di beatitudine.

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