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Canto 11 Purgatorio - Riassunto

Riassunto dell'undicesimo canto del Purgatorio della Divina Commedia di Dante Alighieri

E io lo dico a Skuola.net
CANTO XI
Il canto inizia con la preghiera cantata dalle anime: il padre nostro.Nella traduzione in volgare dell'orazione il poeta non si limita a riportare i versetti testamentari ma fa segiure a ciascuno di essi un commento, una meditazione dell'animo pentito del eccato di superbia.
L'ultima parte della preghiera è un atto di carita dell'anime nei confronti di chi corre ancora il rischio di essere dannato.E' giusto quindi,osserva Dante,che i viventi in grazia di Dio,preghino nel mondo per abbreviare la loro pena.
Virgilio augura agli spiriti purganti di essere presto liberati dalla giustizia e misericordia divina e chiede quale sia la via piu breve per raggiungere la seconda cornice.Il primo a rispondere è lo spirito di Omberto Aldobrandeschi, il quale confessa che l'arroganza ispiratagli "dall'antico sangue e l'opere leggiadre" degli avi,lo spinse ad un tale altezzoso spregio degli altri a essere ucciso per questo.Mentre Dante ascolta il racconto di Omberto,un'altra anima tenta faticosamente di attirare l'attezione del poeta.
E' Oderisi da Gubbio,il quale si purga della sua vana gloria d'artista confassando che "lo grand disio/de eccellenza" gli ha impedito in vita di essere "cortese" di riconoscimenti verso un altro miniatore e spiega che "di tal superbia,appunto,si paga il fio nel primo girone".Oderisi si spinge poi ad una disincantata condanna della gloria terrena,mostrando il trapassare incessante della fama dall'uno all'altro artista,confermati da due esempi storici contemporanei:Cimabue superato da Giotto;Guido giunizzelli da Cavalcanti,alludendo così all'eccellenza poetica di Dante.Oderisi conferma il suo discorso sull'effimera durata della fama mondana con un esempio storico,legato alla vita politica del suo tempo:Provenzan Salvani,che fu "presuntuoso/a recar Siena tutta alle sue mani".Dante chiede come mai quest'anima sia già qui nel purgatorio vero e proprio,malgrado la sua arroganza,protratta per tutto il corso della vita,fino alle soglie della morte.Oderisi narra allora che egli iniziò ad espiare in vita la sua superbia,umiliandosi a mendicare per un amico.Non passerà molto tempo e Dante stesso provera,per propria esperienza,cosa significhi stendere la mano per chiedere aiuto.E' questa,in Purgatorio,la seconda profezia dell'esilio dopo quella di Malaspina.
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