Sapiens 2037 punti

Canto XIX

Poco prima dell’alba appare nel sogno di Dante una ragazza balbuziente, pallida e deforme. Mentre lui la guarda essa si trasfigura: parla velocemente, colorita in volto, ed assume un bel portamento diritto. Cantando dice di essere una dolce sirena, che fa smarrire i marinai come Ulisse. Non fa in tempo a finire il canto che appare vicino a Dante una santa e premurosa donna. Questa si rivolge a Virgilio, affinché mostri al suo discepolo la vera natura della ragazza ed egli, con mossa agile le squarcia le vesti e mostra a Dante cosa realmente si cela nel ventre della sirena. Per il cattivo odore che emana questa falsa ammaliatrice, Dante si sveglia. Il poeta apre gli occhi, si guarda intorno, e all’invito del maestro riprende il suo cammino pensieroso. Ad un certo punto un angelo indica ai due il passaggio al girone superiore e con le ali cancella la quarta P dalla fronte di Dante. Dopo pochi passi, Virgilio chiede quali pensieri stiano passando per la mente di Dante e spiega che egli ha visto l’antica strega, che personifica i peccati dei gironi superiori. Per liberarsi di lei basta guardare oltre le illusioni delle sue vesti e del suo canto. Virgilio lo invita inoltre ad affrettare il cammino. Questo sprona Dante che raggiunge velocemente la sommità della scala. Nella quinta cornice le anime giacciono con il volto a terra piangendo e sospirando “ L’anima mia è attaccata alla terra ”. Virgilio chiede loro informazioni sulla via da seguire, e una voce gli dice di andare verso destra. È Papa Adriano, che comprese in tempo quanto siano ingannevoli i beni mondani. Dante, intanto, si è inginocchiato con riverenza, ma Papa Adriano lo invita ad alzarsi ricordandogli che nella vita siamo tutti ugualmente servi di Dio. L’ultimo ricordo è per la nipote Alagia, la cui indole spera non verrà traviata dalla famiglia.

Registrati via email