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-VI Canto del Purgatorio-

Il Canto VI, come tutti gli altri Canti Sesti delle altre due Cantiche (Inferno e Paradiso) tratta di argomenti politici, infatti nell’Inferno Dante critica il governo di Firenze, mentre nel Paradiso critica in generale il governo dell’unità mondiale (Europa, Nord Africa ed Asia), mentre nel Purgatorio critica il mal governo italiano, per mezzo della figura di Sordello.

Il Canto VI è divisibile in quattro parti:

1. Nella Prima Parte le Anime vanno attorno a Dante e Virgilio, invocando suffragi (preghiere) e sono sorpresi dal fatto che Dante e Virgilio si trovino in un luogo in cui non potrebbero stare.

2. Nella Seconda Parte Dante si sofferma sul tema delle Preghiere, dette per portare se stessi e gli altri alla salvezza.

3. Nella Terza Parte Dante incontra Sordello da Goito, uno dei trovatori più importanti del Nord Italia (era di Mantova, Dante lo sceglie per omaggiare Virgilio, visto che erano conterranei), vissuto durante il 1200; Sordello, così come le anime che si trovano nella sua stessa cornice, fu negligente nel fare il bene e si pentì tardi, poco prima di morire.

Sordello inizialmente si mostra come una persona superba, poi scopre che Virgilio è suo conterraneo e lo abbraccia; questo abbraccio indica allegoricamente l’incontro tra il mondo latino e quello neolatino.

4. Nella Quarta Parte vi è un’Apostrofe all’Italia, usata da Dante per dimostrare la sua indignazione al mal Governo in Italia (Dante quasi perde la speranza nella politica italiana).
Dante definisce “serva” l’Italia, poiché era continuamente sottomessa a diversi poteri.

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