II Canto

Questo secondo canto si svolge sempre sul lido dell'isola. Dante inizialmente schiarisce la teoria della concezione della terra e dei quattro punti cardinali. Descrive ancora l'azzurro chiaro del cielo e le guance del sole di color giallo carico paragonato alle guance dell'Aurora che già bianche e rosse, erano divenute invecchiando di color giallo.
Attraverso una grande varietà di argomenti, Dante riesce a dirci con fare poetico l'ora in cui si trovano sulla riva del mare. A questo punto Dante nota qualcosa di bianco che si avvicina a loro velocemente, sono le ali dell'Angelo Nocchiero che guida una navicella con a bordo le anime ormai libere dal peccato.
L'angelo sembrava che avesse scritto in viso la sua beatitudine. Le anime che sedevano nella navicella cantavano il salmo in cui si racconta la liberazione degli Ebrei dalla schiavitù dei Faraoni, e per queste anime significa l'uscita dell'anima dal peccato. Una tra queste anime si avvicina a Dante, ma egli non lo riconosce, tre volte Dante tenta di abbracciarlo e tre volte, non stringe altro che aria, perché le ombre del Purgatorio sono impalpabili. Dante rimane meravigliato di questo perché nell'inferno questo non si è verificato, e infatti osserva che l'ombra sorride. Ora Dante riconosce Casella dal tono della sua voce di cantare a questo gli chiede per quale motivo Dante, suo amico, intraprende questo viaggio da vivo, egli fa questo viaggio per purificarsi dai peccati per poi rifarlo da morto per essere salvato.

Casella comincia a cantare il primo verso di una canzone di Dante da lui stesso musicata per confortarlo dall'affanno fino allora sofferti, ma sopraggiunge Catone e sgrida le anime dell'indugio.

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