Purgatorio

I Canto


In questo primo Canto, Dante e Virgilio, usciti finalmente dall'Inferno si trovano sul ripiano di un'isoletta, nella quale si trova il monte del Purgatorio. Comincia col fare una descrizione accurata della posizione geografica del Purgatorio, anche paesaggistica, egli infatti parla del cielo, così limpido che somiglia ad uno zaffiro, ed è la prima volta, da quando scese nell'Inferno, che i suoi occhi possono godere di una tale visione. Appena Dante distoglie lo sguardo dal cielo vide Catone Uticense. Egli per non cadere vivo nelle mani di Giulio Cesare, che considerava come un usurpatore, si uccise. Il fatto che Catone stia a guardia del Purgatorio è molto strano, essendo un suicida Dante avrebbe dovuto metterlo nell'Inferno, ma sappiamo che Catone è visto da Dante come l'uomo che dovrà diventare al termine del suo cammino, cioè rappresenta la figura realizzata del percorso di Dante, quello che sarà Dante alla fine del suo viaggio, libero dai peccati. Catone ha una grande libertà d'animo, grazie alla quale non è simile a Pier delle Vigne. Infatti sia il suicidio che il contrasto con Cesare, e quindi con l'impero, non hanno significato, perché togliendosi la vita per difendere le sue idee, ha rappresentato la liberazione dell'anima cristiana. Catone ha un atteggiamento di distacco nei riguardi delle passioni e dei ricordi terreni, egli ha staccato col corpo ogni legame con il mondo, uscendo dal Limbo ha accettato la legge divina che mette un netto distacco tra gli eletti e le anime dell'inferno, ecco perché anche il ricordo di Marzia, pur così tenero non lo può commuovere. Il canto esprime quel senso di umiltà che deve essere proprio di chi vuol salire alla Grazia.

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