Giorgjo di Giorgjo
VIP 1228 punti

VI canto del Purgatorio

Il canto, che si svolge nell’antipurgatorio dove le anime dei negligenti attendono di poter iniziare la loro espiazione, si divide in 5 sequenze: nelle prime due sequenze vengono descritte le anime penitenti che chiedono le preghiere dei vivi e viene spiegata l’utilità delle preghiere in aiuto dei defunti. Abbiamo poi l’incontro con Sordello da Goito, convertitosi in punto di morte, l’invettiva contro l’Italia e l’imperatore ed infine quella contro Firenze. Questo canto è di tipo politico, ovvero illustra una determinata situazione politica del tempo secondo il climax ascendente, ovvero trattante una situazione sempre più su larga scala (Firenze, Italia, Impero). La conversazione inizia quando i due poeti intravedono un’anima seduta su alcuni massi con un comportamento fiero ed altezzoso, e chiedono a questa alcune indicazioni. Ella chiede chi loro siano, e una volta riconosciuto Virgilio proveniente da Mantova si presenta: è Sordello da Goito, poeta e trovatore mantovano. Una volta appurata la sua disponibilità e gentilezza, Dante inizia a parlare della situazione italiana tramite il suo più lungo discorso all’interno del romanzo: il suo famoso discorso si apre con la frase “Ahi serva Italia, di dolore ostello”. Esso tratta della situazione di questa indomabile cavalla senza un destriero, ovvero un imperatore in grado di domarla. Dante accusa poi Alberto I d’Asburgo di non essersi preso cura di questa nazione essendo occupato nelle lotte politiche in Germania. Il discorso è composto da una struttura antifrastica: il poeta pensa il contrario di quello che afferma in tono umoristico. Infine si rivolge direttamente a Firenze, e la paragona ad una malata che, cercando di alleviare il dolore delle sue piaghe, si gira e si rigira nel letto.

Hai bisogno di aiuto in Purgatorio?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email