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Canto 6 Paradiso - Riassunto

Riassunto del sesto canto del Paradiso della Divina Commedia di Dante Alighieri.

E io lo dico a Skuola.net
Canto VI

Il beato comparso a Dante e Beatrice alla fine del canto V, tra le anime di coloro che operano il bene per ottenere la gloria terrena, risponde a Dante pieno di letizia di essere Giustiniano, imperatore di Bisanzio tra il 527 e il 565.
Nel lungo discorso che segue, il cui centro d’interesse è la tematica politica (come nei canti VI di Inferno e Purgatorio), l’accenno all’aquila imperiale diviene motivo per celebrare le secolari vicende dell’Impero.
Giustiniano ripercorre la storia di Roma, dal mitico arrivo di Enea nel Lazio alla decisione di Costantino di trasferire a Bisanzio la capitale.
Gli esempi di virtù e coraggio degli eroi della tradizione latina, la storia passata dell’Impero, istituzione politica voluta da Dio per la salvezza dell’umanità, contrastano drammaticamente con il disordine e la corruzione regnanti nella società medioevale, lacerata dalle violenze delle prepotenti fazioni politiche, colpevoli di essersi allontanate dai disegni divini.
Agli inizi del Trecento, l’autorità imperiale era combattuta dai pontefici, ignorata o rifiutata dalle emergenti monarchie nazionali, dai principati regionali e liberi comuni, eppure Dante nella storia dell’Impero di Rina sente l’intervento provvidenziale di Dio e perciò ne esalta gli ideali politici e religiosi come richiamo ed esempio per gli uomini di tutti i tempi.
Giustiniano diviene qui il simbolo della funzione imperiale e il poeta ne mette in luce soprattutto l’attività legislatrice: non c’è compito più importante che amministrare correttamente la legge, per assicurare agli uomini pace e giustizia.
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