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VI canto del Paradiso

È un canto politico: nell’Inferno si esamina la situazione politica di Firenze, nel Purgatorio si esamina quella dell’Italia e nel Paradiso quella dell’Impero che è il Sacro Romano Impero. L’Impero comprende i territori tedeschi e l’Italia settentrionale e centrale dove ci sono i comuni che non tutti riconoscevano l’autorità dell’imperatore (ghibellini).

I ghibellini sostenevano l’imperatore e volevano che intervenisse nei comuni.
I guelfi rivendicavano la totale autonomia dall’imperatore ed erano appoggiati dalla Chiesa. I guelfi erano poi:
• Guelfi neri, che erano coloro che volevano che il papa intervenisse nelle questioni politiche dei comuni
• Guelfi bianchi, che sostenevano solo il potere spirituale del papa.
Dante nasce guelfo bianco ma piano piano si avvicina ai ghibellini e quando scrive la Commedia è a metà tra i due schieramenti.

L’ideologia politica che ha nel VI canto è nel De Monarchia (Scritto intorno al 1310) dove esprime il suo pensiero dell’impero. È un trattato di 3 libri:
1. Dante sostiene la necessità della monarchia universale cioè l’impero che ha il potere su tutti i territori perché solo un unico sovrano può garantire giustizia e pace.
Dove ci sono troppe persone con i poteri si crea una situazione di conflitto.
2. La provvidenzialità della nascita dell’Impero romano.
La Provvidenza è il piano divino.
Secondo Dante l’Impero romano si è espanso grazie ad un piano divino che sotto Cesare ed Augusto, tutto il mondo sarebbe stato riunito in pace sotto un solo sovrano perché in quest’epoca doveva nascere Cristo.
Il messaggio cristiano si sarebbe diffuso solo se l’Impero era unito ed unico.
Il culmine e l’erede dell’Impero romano è il Sacro Romano Impero di Carlo Magno anche questo è stato voluto da Dio
3. I poteri della Chiesa e dell’Impero. Il dibattito è chi aveva la maggiore autorità tra il papa che diceva che aveva la suprema autorità perché era il vicario di Cristo e l’imperatore perché era investito dal potere di Dio.
Dante divide Impero e Chiesa:
• Alla Chiesa va il potere supremo spirituale perché il papa ha il compito di guidare le anime alla vita eterna
• L’Impero ha il supremo potere temporale perché l’imperatore ha il compito di guidare i popoli alla felicità terrena cioè giustizia e pace
Queste due istituzioni sono divine ma sono indipendenti e complementari quindi la Chiesa non deve entrare nel potere temporale e viceversa per il potere spirituale.

Siamo nel II cielo o cielo di Mercurio (Meris: è l’ingegno pratico) che è il dio dell’intelligenza pratica o ingegno.
Ci sono gli spiriti ben operanti in vita per ottenere fama e gloria.

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