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Canto XII - Paradiso

Si svolge nel cielo del Sole, ove risiedono gli spiriti sapienti

Si tratta di uno dei due canti gemelli, insieme all’undicesimo , che trattano uno dei due ordini religiosi (Domenicano e Francescano) lodandoli, ma nello stesso tempo espongono la decadenza presente degli stessi.
In questo troviamo Bonaventura da Bagnoregio appartenente all’ordine Francescano, che descrive la vita di San Domenico di Guzman, fondatore dell’ordine Domenicano, e poi espone la decadenza di quello Francescano.

Non appena San Tommaso smette di parlare la corona di beati ricomincia a ruotare, nel frattempo compare un’altra corona di 12 beati, che gira intorno alla prima e canta all’unisono con essa (come due arcobaleni).
Le anime allora si fermano e inizia a parlare un’anima della seconda corona: uno spirito di carità francescano, Bonaventura.

Bonaventura parla di San Domenico, ricordando con un’elaborata perifrasi la nascita in Spagna, a Calaroga in Castiglia, e i primi prodigi che accompagnarono la sua vita fin dal battesimo, indicato come lo sposalizio tra lui e la Fede. Ben presto tenne fede al suo nome (Domenico  “del Signore) dedicandosi agli studi di filosofia e teologia per difendere la Chiesa (vigna) e combattere, con molti seguaci, gli eretici (sterpi), tra i quali gli Albigesi, in Linguadoca in Francia.

Bonaventura descrive poi la degenerazione dell’ordine Francescano: infestato da discordie che fanno dimenticare il fine per cui esso è stato fondato; molti infatti si discostano da esso , nel senso del lassismo (conventuali) negando l’obbligatorietà (Matteo D’Acquasparte) o nel senso del rigorismo (Spirituali) elaborando ragioni per togliere la legge morale (Ubertino da Casale).

Finito il suo discorso sui francescani nomina i dodici spiriti della seconda corona.

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