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-Canto XI del Paradiso-

I Canti X, XI e XII del Paradiso sono strettamente collegati tra di loro; in questi tre Canti troviamo gli spiriti sapienti, collocati nel Cielo del Sole, dove la categoria angelica è quella dei Potestà.
In questi Canti, Dante decide di parlare di San Francesco d’Assisi, come esponente della Chiesa Popolare (vicina al popolo), e di San Domenico di Guzman, esponente della Chiesa Teologica, che fu anche un inquisitore e mandò al rogo diverse persone; per questo è una figura opposta a quella di San Francesco.
Entrambi fondarono degli ordini religiosi, rispettivamente quello Francescano e quello Domenicano.

Il Canto XI si può suddividere in due parti principali:
1. 28 - 117: elogio di San Francesco;
2. 118 – 139: decadenza dell’Ordine Domenicano.

Nel Canto i due Ordini vengono analizzati ad incrocio, secondo le regole medioevali signorili di rispetto verso l’antagonista.

San Tommaso d’Aquino, rappresentante dell’Ordine Domenicano, elogia San Francesco e critica i Domenicani, che erano entrati in decadenza dopo la morte di San Domenico.
Nel Canto XII vi è, invece, un rappresentate dell’Ordine Francescano, San Bonaventura da Bagnoregio, che esalta i Domenicani e critica i Francescani che non seguivano appieno le regole dell’Ordine, lasciandosi ad una vita più mondana.

Dante e Beatrice sono circondati dagli Spiriti Beati che si sono disposti in modo circolare, quasi a formare una corona; San Tommaso natta la storia di San Francesco, parlando dei due momenti in cui egli fa approvare il suo ordine, prima con Innocenzo III e poi con Onorio III.
Tommaso poi critica il suo stesso Ordine, che ha smarrito la retta via dopo la morte del suo fondatore.

Il Canto XI è molto complesso visto il linguaggio alto dei personaggi e anche la vicinanza a Dio.

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