Sapiens 2037 punti

Canto 13

Sulla sponda del fiume, dove Dante è stato traghettato con l’aiuto di Nesso, si estende la selva dei suicidi, intricata e fitta oltre ogni immaginazione; qui hanno dimora le Arpie. Da ogni parte si levano voci lamentose, ma è impossibile scorgere qualcuno; per vincere lo smarrimento di Dante, Virgilio lo invita a rompere una fronda di un albero: solo così potrà rendersi conto della prodigiosa pena cui sono sottoposti i suicidi. Non ha ancora ritratto la mano, che una voce, che esce dall’albero, gli rimprovera l’impietoso gesto. Dal ramo incredibilmente escono parole e sangue. Virgilio si rivolge all’anima prigioniera di quel pruno e gli chiede di rivelare il nome, così che Dante rinnovi il suo ricordo sulla terra. Pier della Vigna si presenta: segretario di Federico II, dopo una vita interamente al servizio del suo re nella più totale dedizione e fedeltà, fu sospettato di tradimento, vittima dell’invidia di corte; incapace di vincere l’onta, si diede alla morte. Richiesto da Virgilio, Pier della Vigna descrive la condizione e la pena dei suicidi: appena Minosse ha emesso la sentenza, le anime di questi peccatori precipitano nel settimo cerchio dove mettono radici, rami, fronde per il pasto delle immonde Arpie. Non possono mai ricongiungersi con il corpo e, dopo la resurrezione finale, le spoglie senza vita saranno trascinate e appese ai rami di quegli alberi. Un rumore improvviso annuncia ai due pellegrini che un altro dramma si sta consumando. Dalla parte sinistra sopraggiungono, nudi e graffiati, due scialacquatori; cercano di superare l’intreccio fittissimo della selva per salvarsi da un branco di cagne che latrano affamate. Il senese Lano invoca disperatamente il totale annullamento, deriso dal compagno Iacopo da Sant’Andrea che tenta di nascondersi in un cespuglio, invano. Le nere cagne lo raggiungono e ne fanno strazio. Virgilio accompagna Dante vicino al cespuglio che nella furibonda lotta tra il dannato e le cagne inseguitrici è stato lacerato, in tempo per udire i lamenti del suicida che vi è prigioniero e il suo pietoso invito a raccogliere le fronde: egli è un fiorentino che si è dato la morte nell’intimità della casa.

Registrati via email