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Canto 9 Inferno - Riassunto (2)

Riassunto del nono canto della prima cantica, l'Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri

E io lo dico a Skuola.net
Riassunto canto 9 dell'Inferno
Dante è scoraggiato e teme che Virgilio abbia ormai esaurito tutte le sue conoscenze e non sia in grado di accompagnarlo nel basso Inferno. Anche le parole della guida finiscono per convincere Dante che le cose volgono al peggio. L’attenzione del poeta improvvisamente di fissa sulla torre più alta delle mura, dove l’Inferno allestisce uno spettacolo terrificante: Aletto, Megera e Tesifone con il loro aspetto, con i gesti e le minacce, vogliono definitivamente obbligare i due pellegrini a ritornare sui loro passi. Virgilio chiude gli occhi a Dante per timore dell’arrivo di Medusa. Proprio nel momento di maggiore timore sopraggiunge l’aiuto dal Cielo; con segni che l’annunciano, il Messo divino arriva sulle acque delle palude Stigia; la resistenza dell’Inferno è nulla e tutta la messinscena si dissolve. Il comportamento del Messo è di aperto sdegno contro le forze del male e le sue parole sottolineano che è inutile per loro resistere alla volontà divina; poi se ne va, e le porte sbarrate sono aperte. Dante e Virgilio superano le mura e si ritrovano in una vasta campagna dove si allineano numerose tombe, avvolte da fiamme; da qui provengono gli alti lamenti degli eretici, puniti in questo orribile modo. Girando a destra, Dante e Virgilio riprendono il viaggio doloroso, con lo sguardo fisso a quei sepolcri infuocati.
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