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Canto VI dell'Inferno

Nel canto VI Dante raggiunge il terzo cerchio, quello dove scontano la loro pena i golosi. Qui, incontra Ciacco, un personaggio indefinito, che visse a Firenze e si macchiò del peccato della gola, il quale gli profetizza ciò che accadrà nella sua città. L’uomo spiega al poeta che dopo una lunga contesa tra le due fazioni i Neri avranno la meglio e penderanno il sopravvento grazie all'aiuto di un personaggio che si tiene in bilico tra i due partiti (Bonifacio VIII) infliggendo gravi pene alla parte avversa (condanne ed esili). Purtroppo a Firenze i giusti che nessuno ascolta sono solo in due, poiché il resto del popolo è condizionato dalla superbia, dall’ invidia ed avarizia, i tre vizi che hanno generato il disordine politico e la corruzione.
Nella finzione narrativa Ciacco è un interlocutore che casualmente condivide l’opinione di Dante sull’invidia che affligge la “città partita”. Il primo nucleo tematico è dunque legato alla cronaca e alla storia di Firenze e tocca profondamente la biografia politica di Dante (episodio dell’esilio). Il secondo nucleo tematico invece si sviluppa attorno all’atteggiamento nostalgico del poeta verso alcuni uomini politici (farinata, Arrigo, mosca) che a detta di Ciacco, si collocano nelle profondità degli inferi poiché, allontanati da dio a causa della politica, sono colpevoli di gravi peccati.

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