Ominide 1909 punti

Con il IV canto dell’inferno Dante esce dal Limbo. Lascia il castello dove sono riuniti tutti i grandi e gli uomini di cultura vissuti prima di Cristo, fra cui Ettore, Enea, Abramo, Cicerone…
Era accompagnato da altri 4 poeti ma ora resta solo con Virgilio.
La prima terzina serve a legare la trama narrativa con quella precedente. Solitamente gli endecasillabi non stanno sul primo ictus, invece qui, come nel sonetto proemiale, è proprio in prima posizione (stàvvi). Tante allitterazioni e suoni di fastidio. Minosse era il re di Creta, nel canto IV dell’ Eneide, Enea era stato fatto scendere negli inferi, dove trova Minosse come giudice infernale. Dante che si rifà a Virgilio per il metodo di lettura figurale ma questo Minosse è diverso: i tratti sono lontani da qualsiasi modello precedente, perché non ha alcun potere, è solo un demonio grottesco, orribile, robotizzato secondo volontà divina . è un mero esecutore passivo della volontà divina. Giudica e spedisce secondo ch’avvinghia, non parla, ringhia è un animale.

Quando deve descrivere le pene il poeta si da oggettivo, quasi spietato. La sua emotività è pateticamente segnata, lui stesso è molto segnato.
C’è un costante rapporto dialettico fra tempo umano e eternità. Ciò che è stato in vita si riverbera sempre all’inferno. Le pene sono aggravate dal fatto che si ricordano i tempi felici. Hanno sempre davanti l’opposizione fra il piacere del tempo umano e la loro eterna sofferenza. Dante è sconvolto perché ci si vedere riflesso, è angosciato.
Esempio di plurilinguismo dantesco: Lai, parola provenzale, Aere, parola latina e Briga, parola celtica che significava forza, lotta.
vv. 51 “la prima di cui tu vuoi aver notizie fu imperatrice di molti popoli che parlavano lingue diverse, fu così abituata al vizio della lussuria (seguire le passioni carnali senza freno) che rese lecito tutto ciò che a lei piaceva, per cancellare il disonore in cui si era trascinata”. Dante prende spunto letterale da Paolo Ororio, storico del VI secolo che parla di Semiramide, regina degli Assiri (1400-1200 a.C) che si erano espandi fino alla Siria. Dopo la morte di suoi marito Nino era diventata regina e fece diventare lecite le sue passioni più basse.” Resse la città su cui oggi regna il sultano (Egitto)”: si crede che Dante si sia confuso con la Babilonia, quartiere del Cairo, con quella della Mesopotamia. Durante il medioevo l’Egitto era considerato Asia. Il suo maestro, Brunetto Latini infatti lo definisce in Asia. Dante forse vuole intendere che ha governato tutta l’Asia fino all’Egitto.
vv.61 troviamo Didone regina di Cartagine, riferimento al canto IV dell’Eneide. Enea era sbarcato qui dove Venere fa innamorare Didone vedova di Sicheo. Quando era morto aveva giurato che non si sarebbe più sposata, ma convinta che Enea sarebbe rimasto con lei si lascia convincere ad aver rapporti. Quando Enea riparte lei si uccide.
vv.65-66 secondo il romanzo di Troia, XI secolo, scritto da un francese, Achille non sarebbe morto per la freccia nel tallone. Fra le figlie di Priamo c’era Polissena, di cui Achille si sarebbe innamorato e sarebbe morto combattendo per lei. Achille era stato reinterpretato in veste di cavaliere medievale.
v. 70- dopo che io ebbi sentito il mio erudito maestro parlare di celebri donne e di cavalieri, ebbi uno stato di fortissimo turbamento (ne resta sconvolto, ma non mette in dubbio la volontà divina) e quasi mi sentii male”. Il viaggiatore è in costante rapporto con l’aldilà.

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