Luc2697 di Luc2697
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Nel canto 26 dell’inferno, Dante e Virgilio si trovano a passare per l’ottava bolgia dell’ottavo cerchio dove vagano i consiglieri fraudolenti. Qui, dopo aver risalito un alto dirupo, giungono ad un fossato disseminato di fiamme in movimento, simili a lucciole in una sera d'estate, ciascuna contenente un peccatore. ad eccezione di una, dalla punta biforcuta, nella quale sono puniti insieme Ulisse e Diomede, corresponsabili sia dell'inganno del cavallo che permise ai greci di espugnare Troia sia del furto fraudolento della statua di Pallade.
Dante impaziente di parlare con i due implora la sua guida di soddisfare il suo desiderio, Dunque dopo aver aspettato che la duplice fiamma si appressasse al ponte Virgilio le rivolse la fatidica domanda, e cioè “’dove egli perduto a morir gissi.”
Nel lungo discorso che segue Ulisse parla della sua sete di conoscenza del mondo e degli uomini, che lo condusse a lasciare la patria per intraprendere un viaggio oltre le Colonne d'Ercole. Partì così per mare con una barca e quella «compagnia picciola» da la qual non fu diserto.. per convincere i suoi compagni all'impresa dice loro che dopo aver corso mille pericoli sarebbe stato sciocco fermarsi proprio nel momento in cui erano finalmente giunti nel mondo disabitato (occidente); li porta poi a riflettere sulla loro origine dal momento che non sono nati per vivere come animali bensì per giungere alla conquista della virtù e della conoscenza.

Pero Sfidando i divieti divini, cioè giungendo alle colonne d’ercole, l’attuale stretto di Gibilterra, un turbine inabissò la loro nave prima che potessero raggiungere la meta. Infatti privo della virtù cristiana e del senso del limite, Ulisse fu punito da dio con il naufragio
Nella porzione di canto che va dal verso 85 a 120, l’eroe omerico racconta che Dopo un anno a Gaeta «né dolcezza di figlio, né la pièta del vecchio padre, né 'l debito amore lo qual dovea Penelopé far lieta» lo poterono trattenere dalla sua sete di conoscenza, e di sapere. Perciò si rivela essere un uomo menefreghista ed egoista troppo concentrato su se stesso per curarsi degli altri, un uomo che preferisce soddisfare i suo bisogni piuttosto che offrire amore e dedizione alla sua famiglia.

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