Inferno Canto XIX-Divina Commedia


Dopo il ripugnante spettacolo nella bolgia degli adulatori, Dante affronta con dolore e rabbia il vizio della simonia, vizio deleterio che scardina la Chiesa fin dalle sue più profonde radici. Giunti alla sommità del ponte della terza bolgia, i due poeti possono scorgere, sul fondo e lungo le pareti di roccia, fenditure e fori di uguali dimensioni. Da quelle buche nella pietra fuoriescono soltanto le gambe dei dannati che sono capovolti, e i piedi si muovono con forza, poiché sono lambiti senza tregua dalla fiamma. Una delle fiamme che arde con maggiore intensità attira l'attenzione di Dante; Virgilio si presta ad accompagnarlo tra quei fori, Perché possa vedere da vicino e considerare con attenzione i guasti tremendi di questo vizio. Per agevolargli il cammino, lo sostiene con le braccia nel difficile percorso e lo depone soltanto quando giungono presso la tomba di Niccolò III, un Papa simoniaco.
Dante, ha interpellato subito il dannato, deve chinarsi a terra per sentire le sue parole. Nicolò III cade in un equivoco: sapendo che dopo di lui deve venire Bonifacio VIII, crede che il nuovo sopraggiunto sia il Papa e, prontamente, con sarcasmo, gli rinfaccia la colpa della simonia, quella stessa che lo ha per sempre perduto. Dante, confuso, dissolve il malinteso; Nicolò III rivela allora la propria identità, la colpa e il genere di punizione che lo tormenta e, infine, ricorda che lì in quella tomba giungerà anche il Papa Clemente V, che si è compromesso con Filippo il Bello e ha trasportato la curia pontificia ad Avignone.
Neppure l'autorità dell'interlocutore riesce a trattenere lo sdegno di Dante, che sbotta in una solenne invettiva contro la condotta di Nicolò III e dei papi simoniaci che hanno prostituito la Chiesa loro affidata, avverando così la profezia dell'Apocalisse. Causa di tale corruzione e il cattivo uso che i papi stanno facendo del potere temporale, nato con la donazione di Costantino a Papa Silvestro.
Le parole di Dante e scuotono Nicolò III e suscitano l'approvazione di Virgilio che lo riprende sulle braccia, per evitare i rischi della risalita. Sono quando si è raggiunto nuovamente il ponte, Virgilio lo lascia ma, nei loro occhi, già appare la quarta bolgia degli indovini.

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