Home Invia e guadagna
Registrati

Password dimenticata?

Registrati ora.

Canto 1-10 Inferno - Similitudini

Elenco di similitudini fino al canto X dell'Inferno della Divina Commedia di Dante.

E io lo dico a Skuola.net
I. 22-24 :
“E come quei che con lena affannata,
uscito fuor del pelago a la riva,
si volse a l’acqua perigliosa e guata,
così l’animo mio, ch’ancor fuggiva,
si volse a retro a rimirar lo passo
che non lasciò già mai persona viva.”

55-60 :“ E qual è quei che volentieri acquista,
e giugne ‘l tempo che perder lo face,
che ‘n tutti suoi pensier piange e s’attrista;
tal mi fece la bestia senza pace,
che, venendomi ‘ncontro, a poco a poco
mi ripingneva là dove ‘l sol tace.”

II, 37-42 :
E qual è quei che disvuol ciò che volle
E per novi pensier cangia proposta,
sì che dal cominciar tutto si tolle,
tal mi fec’ io ‘n quella oscura costa,
perché, pensando, consumai la ‘mpresa
che fu nel cominciar cotanto tosta.”

109-112 :“ Al mondo non fur mai persone ratte
A far lor pro o a fuggir lor danno,
com’io, dopo cotai parole fatte,
venni qua giù del mio beato scanno.”

127-132 :“ Quali fioretti dal notturno gelo
Chinati e chiusi, poi che ‘l sol li ‘mbianca,
si drizzan tutti aperti in loro stelo,
tal mi fec’ io di mia virtude stanca,
e tanto buono ardire al cor mi corse,
ch’io cominciai come persona franca.”

III, 25-29 :
“ Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d’ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle
facevano un tumulto, il qual s’aggira
sempre in quell’aura sanza tempo tinta,
come la rena quando turbo spira.”

112-116:” Come d’autunno si levan le foglie
L’una appresso de l’altra, fin che ‘l ramo
Vede a la terra tutte le sue spoglie,
similmente il mal seme d’Adamo
gittansi di quel lito ad una ad una.”
117 : “Per cenni come augel per suo richiamo.”
136 : “E caddi come l’uom cui sonno piglia.”

IV , 1-3 :
“Ruppemi l’alto sonno ne la testa
Un grave truono, sì ch’io mi riscossi
Come persona ch’è per forza desta.”
V, 40-43
E come li stornei ne portan l’ali
nel freddo tempo, a schiera larga e piena,
così quel fiato li spiriti mali
di qua, di là, di giù, di sù li mena;
V, 46-49
E come i gru van cantando lor lai,
faccendo in aere di sé lunga riga,
così vid’io venir, traendo guai,
V, 82-85
Quali colombe dal disio chiamate
con l’ali alzate e ferme al dolce nido
vegnon per l’aere dal voler portate;
cotali uscir de la schiera ov’è Dido,
a noi venendo per l’aere maligno,
sì forte fu l’affettuoso grido.

Vi, 28-33
Qual è quel cane ch'abbaiando agogna,
e si racqueta poi che 'l pasto morde,
ché solo a divorarlo intende e pugna,
cotai si fecer quelle facce lorde
de lo demonio Cerbero, che 'ntrona
l'anime sì, ch'esser vorrebber sorde.

Vii, 13-16
Quali dal vento le gonfiate vele
caggiono avvolte, poi che l'alber fiacca,
15 tal cadde a terra la fiera crudele.


Vii,22-25
Come fa l'onda là sovra Cariddi,
che si frange con quella in cui s'intoppa,
24 così convien che qui la gente riddi.

VIII, 13-16
Corda non pinse mai da sé saetta
che sì corresse via per l'aere snella,
com'io vidi una nave piccoletta
venir per l'acqua verso noi in quella,
sotto 'l governo d'un sol galeoto,
1 che gridava: «Or se' giunta, anima fella!»

Viii,22-24
Qual è colui che grande inganno ascolta
che li sia fatto, e poi se ne rammarca,
fecesi Flegïàs ne l'ira accolta.

X, 100-102
«Noi veggiam, come quei c'ha mala luce,
le cose», disse, «che ne son lontano;
cotanto ancor ne splende il sommo duce
Contenuti correlati
Oppure registrati per copiare