blakman di blakman
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Testo: Ma dimmi chi tu se' che 'n sì dolente
loco se' messo, e hai sì fatta pena,
che, s'altra è maggio, nulla è sì spiacente."

Ed elli a me: "La tua città, ch'è piena
d'invidia sì che già trabocca il sacco,
seco mi tenno in la vita serena.

Voi cittadini mi chiamaste Ciacco:
per la dannosa colpa de la gola,
come tu vedi, a la pioggia mi fiacco.

Commento:
Questo canto è uno dei cosidetti canti politici della Divina Commedia; qui, per la prima volta, viene introdotto il tema di Firenze, sconvolta dalle discordie e dalle lotte politiche, e sempre per la prima volta vi è l'allusione al grande nemico degli ideali politici e religiosi di Dante, quel papa Bonifacio VIII che,con i suoi intrighi e le sue ambizioni, doveva causare la sconfitta dei Bianchi e determinare indirettamente il futuro di Dante, l'esilio dal quale egli non doveva piu fare ritorno. Dante giunse con Virgilio al terzo cerchio dell'Inferno dove si puniscono i golosi; i dannati, immersi completamente in un fango fetido e percossi senza posa da pioggia, grandine e neve, sono dilaniati dal demonio Cerbero, un mostruoso essere a tre teste che latra orribilmente su di loro come un cane furioso. Ed ecco che, mentre i due camminano calpestando queste anime,una di loro si leva d'improviso a sedere: è Ciacco, il primo fiorentino in cui Dante si imbatte nel suo viaggio, ed è spontaneo per lui chiedergli notizie sul presente e sul futuro della patria comune. Nelle severe parole di condanna per Firenze, nel biasimo e nel dolore che si intuisce sotto la durezza delle risposte,noi capiamo che per bocca del fiorentino Ciacco è il fiorentino Dante che biasima e nello stesso tempo compiange la sua citta.

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