Struttura dell'Inferno

Spiegazione e divisione dettagliata della struttura dell'Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri

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Inferno

Dante, per quanto riguarda la struttura dell’Inferno, si basa sulla teoria di Aristotele nell’opera riguardante l’etica nicomachea. Dante ritiene che l’Inferno sia una voragine a forma di cono, formatasi nei pressi di Gerusalemme, nell’emisfero boreale. La formazione di questa voragine è dovuta alla punizione che Dio ha inflitto a Lucifero, uno degli angeli più belli del Paradiso, che voleva diventare pari lui, scaraventandolo sulla Terra dove appunto formerà questa voragine, e al termine di questa si conficcherà a testa in giù. Per contraccolpo, nell’altro emisfero si è innalzata la montagna del Purgatorio. L’Inferno rappresenta il regno della disperazione mentre il Purgatorio quello della speranza.
Dante, per cominciare la missione che lo porterà alla salvezza di se stesso e di tutta l’umanità, deve intraprendere questo primo percorso nell’Inferno, per venire a contatto con il peccato e comprendere che il peccato ed il male allontanano l’uomo da Dio. Nell’Inferno vengono punite tutte le colpe e quindi si collocano tutti i peccatori. Dante racconta di trovarsi in una selva oscura che allegoricamente rappresenta il peccato e il male, che era sempre rappresentato dall’oscurità e dal buio, differentemente dalla beatitudine, dalla rettitudine e dalla virtù rappresentate con la luce. Una volta esser uscito dalla selva oscura, incontra Virgilio, che allegoricamente rappresentava la ragione, il quale afferma di essere la sua guida per l’intercessione di tre donne, la Madonna, Beatrice e Santa Lucia.
I peccatori all’interno dell’Inferno sono distribuiti mediante la gravità delle colpe commesse nella vita terrena, e procedendo verso il basso si hanno le punizioni più terribili ed atroci. Dante, prima di accedere nell’Inferno, deve combattere contro brutti vizi e poi, attraverso una scala, scende in un luogo definito anti-inferno, costituito da una spiaggia, dove sono collocate le anime che attendono di conoscere il luogo assegnato loro ed altre che Dante definisce ignavi, poiché non ebbero mai la capacità di operare una scelta e sono costretti a seguire una banderuola a causa della loro mancata volontà di decisione.
Le anime infernali vengono punite secondo la legge del contrappasso, cioè la legge del passaggio della vita terrena alla morte, che può essere di due tipi:
- Analogia: le anime vengono condannate secondo una caratteristica tipica della loro colpa. Esempio: i lussuriosi, coloro che si abbandonarono al piacere della carne, sono costretti ad essere sempre in movimento, poiché compare un vento impetuoso che li trascina con sé. Il vento che li trascina continuamente, rappresenta l’impeto della passione, che li trascinò, alla quale loro non seppero porre alcuna resistenza.
- Contrario: Le anime vengono condannate secondo una caratteristica che si opponeva alla loro colpa. Esempio: gli invidiosi, collocati però nel purgatorio, dove sono costretti a scontare le pene per un periodo di tempo e dopo potranno purificarsi in due fiumi e accedere nel paradiso. Questi, differentemente dalle anime infernali punite per l’eternità, hanno una speranza. Queste anime hanno gli occhi cuciti con il fil di ferro, visto che in vita hanno guardato troppo e provato dispiacere per la felicità, il bene, le qualità e la fortuna degli altri, sono puniti con la cecità.
Dopo questo primo girone dell’anti-inferno ci sono i primi sei cerchi (numero 6, importante per la simbologia dantesca, essendo un multiplo di 3), dove vengono punite le colpe relative all’incontinenza (ricordano i peccati capitali), ovvero i peccati più lievi che infatti si trovano nella parte più alta dell’inferno. Nel primo cerchio, chiamato limbo, si torva un castello dove vivono gli spiriti magni, cioè tutti i grandi uomini del passato morti prima del battesimo e coloro che sono nati prima dell’avvento di Cristo. Queste anime quindi non hanno potuto operare una scelta e a questo cerchio appartiene Virgilio. Dante tuttavia riconosce in Virgilio quella spiritualità che corrispondeva ad un preannuncio dell’avvento di Cristo. Nel Limbo, primo cerchio, scorre il primo fiume infernale, cioè l' Acheronte, come nel VI Libro dell’Eneide di Virgilio, dove Enea scende nell’Inferno e il padre gli mostrerà i grandi uomini che contribuiranno alla grandezza di Roma. Nel fiume si trova il “traghettatore delle animeCaronte, con gli occhi incantati, che trasporta le anime dall’altra parte del fiume dove poi scenderanno nei vari posti assegnati. In un primo momento Caronte risulta ostile all’idea di trasportare Dante e Virgilio, ma in seguito si convince.
Nel secondo cerchio sono posti i lussuriosi. In questo secondo cerchio incontra anche una sorta di giudice, Minosse, che giudica le varie colpe dei peccatori e decide dove devono andare. Importante e famoso è il V canto dell’Inferno, relativo sempre a questo cerchio, dove si parla della storia delle anime di Paolo e Francesca. I due condussero un amore adulterino, poichè Francesca era sposata con il fratello di Paolo, e fu proprio quest’amore che li portò alla morte visto che quando il fratello si accorse del tradimento li uccise.
Nel terzo cerchio invece, sono disposti i golosi, e qui Dante incontra il diavolo Cerbero.
Nel quarto cerchio invece vengono collocati gli avari e i prodighi. Secondo Dante anche i prodighi erano peccatori poiché non davano valore alle cose che avevano. In questo cerchio si trova un altro diavolo posto a guarda delle anime, ovvero Pluto.
Nel quinto cerchio si trova un altro diavolo, Fleggias che punisce gli iracondi e gli accidiosi. Il peccato dell’accidia consisteva in una sorta di indifferenza eccessiva. Gli accidiosi poiché non ebbero la forza di amare Dio, vengono puniti.
Al termine di questi cinque cerchi, si trova la città di Dite, città completamente abitata dai demoni dove Dante è costretto a passare per arrivare al cerchio successivo. Qui però i vari demoni non vogliono lasciarlo passare poiché Dante è vivo e quindi risulta anomalo nell’Inferno. Con l’aiuto di Virgilio anche i demoni, come Caronte, si convincono nel lasciarlo passare.
Nel sesto cerchio sono puniti gli eretici, cioè coloro che non vollero credere in Dio o deviarono da quella che rappresentava la vera religione (cristiana), infatti la parola eresia derivava dal greco e significava “scelta”, o meglio “essere eretico” corrispondeva nel compiere una scelta errata e nel deviare quindi dalla scelta della religione cristiana. Una delle prime forme di eresia fu quella del concilio di Nicea, dove vennero condannati tutti gli ariani. Una volta arrivati nel sesto cerchio, Dante vede una pianura piena di tombe scoperchiata e qui avviene uno degli incontri più rappresentativi del suo viaggio, quello con Farinate degli Umberti, un ghibellino molto fazioso. Un incontro commovente ed importante sarà poi quello con Cavalcante dei Cavalcanti, il quale quando vede Dante pensa che il figlio sia morto e chiede spiegazioni all’autore. L’arrivo di Dante in questo cerchio corrisponde all’undicesimo canto, dove Virgilio informerà il poeta riguardo la disposizione dell’inferno. La particolarità di questo cerchio consiste nel non comparire nell’etica nicomachea, poiché Aristotele non conobbe Cristo.
Nel settimo cerchio cambia il tipo di peccato, che diventa la violenza, molto più grave dei precedenti e che viene punita in diversi gironi.
- Primo Girone: si trovano gli omicidi, coloro che compierono violenza verso gli altri e i predoni, coloro che sottrassero le cose con violenza agli altri. Qui è collocato un altro essere mostruoso, ovvero il minotauro e si trova anche il secondo fiume infernale, cioè il Flegetonte, costituito da sangue bollente.
- Secondo Girone: composto da coloro che commisero violenza conto se stessi, i suicidi e gli scialacquatori, cioè che scialaquarono tutti i loro beni.
- Terzo Girone: formato da coloro che furono violenti contro Dio, i bestemmiatori, i violenti contro la natura, i sodomiti ed i violenti contro l’arte cioè gli usurai. I sodomiti furono punti perché la natura viene considerata figlia di Dio e chi pecca contro di essa indirettamente pecca contro Dio. Gli usurai, che peccano contro l’arte, figlia della natura e di conseguenza, figlia di Dio, vengono puniti perché compiono un uso molto scorretto del lavoro umano. Infatti dopo aver fatto un prestito, vuole gli interessi e quindi non attribuisce il giusto valore al lavoro degli altri.
Dopo si trovano di fronte ad una ripa scoscesa, difficile da oltrepassare e quindi vengono aiutati dal mostro Gerione, che essendo molto grande li porta sulle spalle fino all’ottavo cerchio.
Nell’ottavo cerchio viene punito il terzo peccato, cioè quello della frode. Si trovano i fraudolenti, cioè coloro che ingannarono chi non si fidava di loro. Dante ritiene che questo sia il peccato più grave perché si utilizza l’intelligenza contro gli altri. La violenza deriva da un istinto, infatti gli animali uccidono, che dev’essere punito, mentre la frode deriva dall’intelligenza usata a danno degli altri ed è un elemento non posseduto dalle altre creature. Questo cerchio poi è diviso in X bolgie, infatti può essere anche chiamato “male bolge”, e si trovano tutti i diversi tipi di inganno.
I - Ruffiani
II - Adulatori
III - Simoniaci
IV - Indovini
V - Barattieri
VI - Ipocriti
VII - Ladri
VIII - Consiglieri fraudolenti
, rappresentati da fiammelle, e tra questi Dante trova Ulisse, così considerato per la costruzione del cavallo di Troia che comportò la distruzione della città.
IX - Seminatori di discordia
X - Falsari

Dopo ciò si trova il Pozzo dei giganti e per passare nel nono cerchio, Dante e Virgilio, vengono aiutati dal Gigante Anteo, che li carica sulle spalle.
Nel nono cerchio vengono condannati i traditori, cioè coloro che riuscirono ad ingannare chi si fidava di loro. Qui si colloca il terzo fiume infernale, il Cocito, un fiume di ghiaccio, che allegoricamente rappresenta il contrario dell’amore e della passione, indicati con il calore, visto che questi condannati non conobbero alcun tipo di passione. In questo nono cerchio vi sono 4 zone:
Caina: dove sono condannati i traditori dei parenti. Essi sono conficcati nel ghiaccio ad eccezione della testa che è continuamente aggredita da un vento ghiacciato, provocato dalle ali di Lucifero, che sbattono continuamente. Questi peccatori però hanno la possibilità di ripararsi poiché tengono la testa chinata verso il basso.
Antenora: dove sono condannati i traditori della patria. Qui avviene un particolare incontro con il conte Ugolino che addenta continuamente un teschio, quello dell’arcivescovo Ruggeri che lo racchiuse in una torre con i figli e senza cibo. Girava quindi una leggenda che egli si fosse cibato dei figli ma quest’ultima viene categoricamente smentita da Dante. Anche questi sono conficcati nel ghiaccio, però con la testa rivolta verso l’alto. Così la faccia colpita dal vento gelido, provoca lacrime di cristallo che formano una calotta di ghiaccio intorno la faccia.
Tolomea: vengono puniti i traditori degli ospiti, stesi supini sul ghiaccio che sterza la loro faccia.
Giudecca: vengono condannati i traditori dei benefattori. Questi vengono completamente immersi nel ghiaccio.
Infine giungono da Lucifero, conficcato nel centro della Terra, il quale ha tre facce e tre bocche, con le quali addenta continuamente Giuda che rappresenta il traditore di Cristo, cioè della Chiesa, e addenta anche Bruto, traditore di Cesare e quindi della patria, e Cassio, traditore dell’impero. Il numero 3, riferito a Lucifero, rappresenta la trinità rovesciata. Dante alla vista di Lucifero rimane terrorizzato e però è costretto insieme a Virgilio ad arrampicarsi sui peli del petto del diavolo e risalire per entrare nella natural burella, un corridoio. Dopo aver attraversato il corridoio, si ritrova in una spiaggia (“ritornammo a veder le stelle”) che rappresenta l’antipurgatorio.
Mentre nell’Inferno con la discesa i peccati diventano più gravi, quindi compare un movimento discensionale (alto-basso), nel Purgatorio, più si sale più le colpe diventano lievi, vi è quindi un movimento ascensionale (basso-alto) che rappresenta il ricongiungimento con Dio. Nell’Inferno poi vi sono 10 cerchi che rappresentano la totalità universale perché 3 volte 3 (cioè tre volte la trinità) più uno (anti inferno), cioè l’unità divina. Nel Purgatorio ci saranno 10 cornici (tra cui l’antipurgatorio) e si troveranno le punizioni dei sette peccati capitali. Anche nel Paradiso ci saranno 10 cieli, dove i primi 3 rappresentano una sorta di anti-paradiso e quello finale corrisponde all’Empireo, culmine della perfezione.
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