blakman di blakman
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Testo:

Quelli ch’usurpa in terra il luogo mio,
il luogo mio, il luogo mio, che vaca
ne la presenza del Figliuol di Dio,

fatt’ ha del cimitero mio cloaca
del sangue e de la puzza; onde ’l perverso
che cadde di qua sù, là giù si placa».

Di quel color che per lo sole avverso
nube dipigne da sera e da mane,
vid’ ïo allora tutto ’l ciel cosperso
.

Commento:

Dante è asceso all'ottavo cielo, il cielo delle Stelle fisse, dove gode una visione straordinaria: le anime dei beati gli appaiono come una miriade di luci risplendenti della luce fulgiada di Cristo che illumina dall'alto come il sole in cielo illumina le stella. L'atmosfera è tutta vibrante di tripudio gioioso mentre i beati iniziano un dolcissimo canto di gloria a Dio che inebria Dante colmandolo di una felicita indescrivibile. Davanti a lui brillano i lumi dei tre apostoli Pietro, Giovanni e Giacomo, e Pietro, colui che tiene le chiavi del Paradiso,gli si accosta per parlargli ma,prima di iniziare,a poco a poco muta di colore nella luce che lo avvolge,avvampando per lo sdegno che di li a qualche istante prorompera in quella che è la piu violenta invettiva della Divna Commedia nella quale San Pietro, il primo pontefice, tuonera terribilmente contro la corruzione del potere spirituale che ha usurpato il luogo che fu suo, smarrendo l'alta missione assegnata da Dio alla Chiesa di Roma e al suo vicario.

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