Purgatorio

Nel corso del 12° secolo, all'interno dei centri urbani si costitui un nuovo sistema scolastico, alternativo a quello rappresentato dai monasteri che fino ad allora avevano conservato il monopolio della cultura. Una dopo l'altra diverse città, di solito per iniziativa del vescovo, iniziarono a dotarsi di scuole, in cui venivano insegnate non solo la teologia, ma anche le cosiddette arti liberali, organizzate in due gruppi di discipline chiamati trivium(grammatica, retorica e dialettica) e quadrivium (aritmetica, geometria, musica, astronomia). Parigi si segnalò per l'eccezionale qualità delle sue scuole di filosofia e di teologia. Fu in queste scuole parigine che, intorno al 1170, venne elaborato il concetto di purgatorio.

Già da vari secoli la chiesa aveva accettato l'esistenza di pene purgatorie, destinate alle anime di coloro che avevano compiuto peccati non gravi oppure avevano violato i comandamenti divini, ma poi si erano pentiti. Si trattava di individui che, pur non meritando l'inferno, non potevano entrare direttamente in paradiso; in virtu del loro comportamento terreno, essi dovevano sottoporsi a un processo di purificazione, più o meno lungo, a seconda dei peccati commessi. Inoltre, la chiesa dava per certo che la preghiera dei viventi o certi comportamenti penitenziali compiuti prima della morte potevano abbreviare la durata di tali pene purificatrici.

Quello che mancava fino agli ultimi decenni del 12° secolo, era una chiara idea del luogo in cui le pene purgatorie si svolgevano; l'opinione più diffusa era che avessero luogo in uno spazio apposito dell'inferno, ma circolavano opinioni molto diverse tra loro. I teologi parigini sostenevano invece che esisteva un luogo specifico e distinto, il purgatorio. La nascita del concetto di purgatorio ebbe conseguenze importantissime per la mentalità degli europei.

Va ricordato che sopratutto nelle campagne le persone credevano ancora agli spettri, secondo cui i morti erano figure pericolose e terribili, che potevano ritornare sulla terra e importunare i vivi. La credenza nel purgatorio permise di cristianizzare queste convinzioni popolari e diffondere l'idea che i fantasmi erano anime purganti, temporaneamente uscite dal luogo destinato alla loro purificazione per richiedere ad amici e parenti di pregare per loro e di abbreviare la loro pena.

Il concetto di purgatorio ebbe notevoli conseguenze anche sul piano sociale, in quanto offri una inaspettata possibilità di salvezza ad alcune categorie professionali la cui attività, era stata severamente condannata dalla chiesa. Il discorso vale, in primo luogo, per gli usurai. Oggi viene definito usuraio solo chi presta denaro a un tasso di interesse elevatissimo e, al limite, fa uso di mezzi violenti, pur di recuperare il denaro che il debitore gli deve versare. Nel 12° secolo, qualsiasi prestito a interesse era considerato usura, e quindi severamente condannato dalla chiesa. Seconda i teologi l'usuraio traeva vantaggio dal tempo trascorso tra il momento del prestito e quello del rimborso. Dunque, per cosi dire, vendeva il tempo che era ritenuto proprietà di Dio.

Solo ai banchieri ebrei la chiesa permetteva di percepire interessi sul denaro prestato, poiché essi, nella loro qualità di non cristiani, erano comunque esclusi dalla salvezza, l'aggiunta del peccato di usura non avrebbe cambiato di molto il loro destino ultraterreno. Con la nascita del purgatorio, la posizione della chiesa sull'usura non si modificò. Tuttavia gli usurai videro aprirsi uno spiraglio di salvezza, che in passato ero del tutto sbarrato. In precedenza infatti essi avrebbero potuto salvarsi solo se avessero reso fino all'ultimo centesimo tutto il denaro guadagnato in modo disonesto. Per ottenere la vita eterna dunque, avrebbero dovuto rinunciare alla borsa. Grazie al purgatorio, l'usuraio poteva mantenere sia la borsa che la vita, pentendosi prima di morire e andando nel purgatorio per la purificazione.

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