Ominide 30 punti

La musica nella Divina Commedia

Nel Medioevo la scrittura musicale era agli inizi. I cantori cantavano le melodie composte sulle poesie (da qui nomi: sonetto, canzone, ballata), che erano anche lunghissime o poemi come la Divina Commedia.

• Nel 2° canto del Purgatorio Dante immagina di essere appena uscito dall’ Inferno e di trovarsi sulla spiaggia del Purgatorio. Egli continua a ragionare come uno in terra, così quando vede l’amico Casella, non solo gioisce per trovarlo tra i salvati, ma visto che era colui che musicava le sue poesie, lo prega di fargli sentire qualche canzone.

* Casella canta “Amor che nella mente mi ragiona” (canzone di Dante).
Il linguaggio è dolce, soave: la melodia è l’espressione della musica a cui affidiamo i nostri sentimenti; mentre il ritmo è usato per il ballo. La musica lascia anche una traccia dolce nella nostra memoria, pur dopo tanto tempo.

* Quando si alzano le note del canto tutti si adagiano, perdono nel sogno. Anche Virgilio, che rappresenta la ragione, la guida che ci fa evitare peccati ed errori per affrontare onestamente la vita, si estasia, dimentica che il suo compito è di aiutare gli uomini a sconfiggere il male.

* La musica ha l’immenso potere di addormentare anche la ragione più accorta, trasportarla in un mondo non reale, è un linguaggio irrazionale: il suono di una nota non significa niente e quindi ti fan pensare a tutto e al contrario di tutto.
A volte una musica ci rende lieti; la stessa in un altro giorno, ci rattrista.

* Improvvisamente interviene Catone, custode del Purgatorio, che urlando sveglia gli spiriti, abbandonati al canto di Casella, i quali corrono in ordine sparso come colombe spaventate.

Registrati via email