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La genesi del poema:

Per quanto riguarda la creazione della Commedia possiamo identificare tre "genesi" corrispondenti a tre motivi che hanno spinto Dante a comporla:
-Genesi morale Il travaglio interiore del poeta si allarga fino ad assumere un carattere universale: il suo allontanamento dalla retta via rimanda alle incertezze dell'intera umanità, come anche il ritorno del poeta a Beatrice simboleggia il ritorno di tutti gli uomini ai valori dello spirito e della verità;

-Genesi sentimentale Nell'ultimo capitolo della Vita Nova, Dante si propone di tornare a parlare di Beatrice, per dire di lei quello che non era mai stato detto di nessuna donna. Alla scrittura della Commedia presumiamo abbia concorso anche l'intenzione di mantenere questa promessa. In questo senso si può leggere il poema come la ripresa del romanzo giovanile, una continuazione del mistico viaggio di Dante verso Dio attraverso la mediaizone di Beatrice, fatto questa volta, non con lo slancio ingenuo della giovinezza, ma con il carico di esperienze drammatiche e complesse vissute nella maturità;

Genesi letteraria L'espediente letterario della discesa agli inferi non fu certo una invenzione del "sommo poeta", già nell'Odissea e nell'Eneide ne troviamo celebri esempi. Di viaggi straordinari nell'aldilà è riucca anche la cultura medievale (la visione di S.Paolo, la leggenda di S. Brandano, il pozzo di S.Patrizio);

Dante trasse spunti tanto dalla cultura pagana quanto dalla tradizione cristiana. Questi spunti furono di natura diversa, più descrittiva che poetica.
Il poeta fiorentino ebbe il merito di fondere insieme e di dare nuova forma a tutto questo caotico materiale.

Le ragioni per cui Dante intitolò il suo lavoro "Commedia" o "Comedia" possono essere diverse: è così intitolata perchè il poema ha un inizio orribile e triste, ma una fine lieta e felice; perchè alla natura del racconto l'autore volle adeguare anche lo stile, che non è quello aulico, elevato e sublime della tragedia, ma è lo stile tipico della commedia, molto vicino alla lingua d'uso quotidiano (questo è vero per l'inferno e il purgatorio).

L'attributo "Divina" è dovuto ai posteri che così la giudicarono per il contenuto religioso e per il livello della poesia. Boccaccio fu il primo ad apostrofare la commedia di Dante divina nel commento ai primi 17 canti dell'Inferno.

Passando allo stile la Commedia è un esemplare ritratto della cultura medievale. Di seguito, gli stilemi della letteratura medievale utilizzati nel testo di Dante:

Allegoria Era comune dare rappresentazione reale a concetti astratti, come fa Dante con le tre fiere simboli dei comuni vizi umani;

Finalità oratoria e didattica Dante mira ad insegnare, ad ammonire, a scuotere le coscienze, perchè si ravvedano e assecondino i disegni divini: ristabilire sulla terra giustizia e pace, insieme promessa e condizione di beatitudine nella Gerusalemme celeste;

Uso delle simmetrie Il poema è diviso in 3 cantiche (il nome di cantica a ciascuna delle parti fu dato da Dante stesso), ogni cantica termina con la stessa parola "stelle" per avere un continuo richiamo al cielo. Il VI canto di ogni cantica riguarda la politica, partendo dalla situazione di Firenze (Inferno) per passare a quella generale dell'Impero (Paradiso);

Simbologia dei numeri: siccome Dio è uno e trino e 10 sono i suoi comandamneti, il 3, il 10 ed i loro multipli erano considerati sacri dalla tradizione cristiana, la quale derivava da quella pitagorica ed aristotelica di considerare questi due numeri perfetti. Dante riprende tale numerologia: 3 sono le cantiche, 9 sono i cerchi dell'Inferno; 9 sono le cornici del Purgatorio; 9 sono i cieli del paradiso; 100 sono i canti del poema; 33 sono i canti per ogni cantica (più 1 iniziale); 3 sono le fiere che contrastano il cammino di Dante e 3 sono le sue guide; 3 sono i versi endecasillabi che compongono le strofe (terzine) le quali hanno una rima ripetuta 3 volte.
Una cartteristica della religiosità di Dante che traspare nella Divina Commedia è la devozione alla madonna che egli attinge dal culto mariano assai vivo a quel tempo.

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