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Inferno
La prima cantica della Divina Commedia è l’ ”Inferno”, in cui Dante rappresenta e narra il suo viaggio attraverso il regno delle anime che hanno peccato. Come il Paradiso, l’ “Inferno” è un regno eterno. E’ la voragine formatasi sotto la città di Gerusalemme, nel momento in cui, Lucifero, l’angelo più bello del cielo, peccò di superbia, tanto che Dio lo bandì dal Paradiso e lo sprofondò verso il centro della Terra. Ha la forma di cono rovesciato, su cui vertice si trova Lucifero, nella Natural Burella Lucifero è un mostro enorme con ali di pipistrello e con 3 facce, conficcato con la testa in giù. Ognuna delle 3 bocche mangia i 3 più grandi peccatori: Bruto, Cassio (che uccisero Giulo Cesare, simbolo dell’impero) e Giuda (che tradì Gesù).
L’ Inferno è composto da cerchi, detti cerchi infernali. In tutto ce ne sono nove, che raggruppano i peccati dell’uomo. Ad ogni peccato coincide una pena, uguale e contraria al peccato commesso in vita e questo è stabilito dalla Legge del Contrappasso.
Tutti i peccati sono raggruppati in tre grande categorie:
1. INCONTINENZA: l’incontinente è colui che non si contiene nell’amore delle cose terrene. Dante condanna l’abuso delle cose terrene, ma non l’uso. Esse possono essere usate ma non se ne deve abusare, perché sono donate direttamente da Dio.
I peccatori più colpevoli si incontrano mano a mano che si scende da cerchio a cerchio e ci si avvicina a Lucifero (quindi mano a mano che i cerchi si stringono).
Quindi diremo che il peccato più grave è la fraudolenza. Secondo Dante no. Per lui i peccatoti più gravi sono i pusillanimi o ignavi. Costoro sono coloro che in vita non hanno presa una posizione nelle cose, giusta o sbagliata che sia. A parer di Dante, nella vita si deve prendere comunque una posizione. Non meritano neanche di stare nell’ Inferno, infatti si trovano nell’ Antiinferno.
2. VIOLENZA: Dante chiama la violenza, “matta bestialitade” e a lei dedica solo un cerchio, il settimo.
3. FRAUDOLENZA: ovvero il tradimento fatto con la ragione. Il traditore che tradisce con la ragione è doppiamente traditore, perché architetta il piano con il ragionamento. Dante dedica ai fraudolenti su cerchi: l’ottavo e il nono.
L’ottavo cerchio è diviso in dieci malebolgie: ruffiani e seduttori, adulatori, simoniaci, indovini maghi o streghe, barattieri, ipocriti, ladri, consiglieri fraudolenti, seminatori di discordie, falsari.
Il nono cerchio è diviso in 4 zone: Caina, Antenora, Tolomea, Giudecca.
La fraudolenza può essere suddivisa in due tipi: fraudolenza “verso chi si fida” e “verso chi non si fida”. Ciò che differenzia le due tipologie sta nel legame che si ha con la persona che si tradisce. Secondo Dante, tra tutti gli uomini esiste un legame naturale, formatasi quando si nasce. Quando si tradisce una persona sconosciuta, quel legame si distrugge e si pecca di tradimento. Questo è il tradimento “verso chi non si fida”. Se poi, esiste anche un legame di amicizia, patria, fratellanza, amore ect…, questo legame si unisce a quello naturale. Se si tradisce qualcuno con cui hai anche un legame di fratellanza, amicizia ect…, si tradisce doppiamente (tradimento “verso chi si fida”).

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