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Inferno - La bocca sollevò dal fiero pasto - Conte Ugolino della Gherardesca

Senso del verso, utile per bigliettini antisgamo

E io lo dico a Skuola.net
Testo:
La bocca sollevò dal fiero pasto
quel peccator, forbendola a'capelli
del capo ch'elli avea di retro guasto.
Poi cominciò: «Tu vuo' ch'io rinovelli
disperato dolor che 'l cor mi preme
già pur pensando, pria ch'io ne favelli.
Ma se le mie parole esser dien seme
che frutti infamia al traditor ch'i' rodo,
parlar e lagrimar vedrai insieme.
Io non so chi tu se' né per che modo
venuto se' qua giù; ma fiorentino
mi sembri veramente quand'io t'odo.
Tu dei saper ch'i' fui conte Ugolino,
e questi è l'arcivescovo Ruggieri:
or ti dirò perché i son tal vicino.

Commento:
Dante e Virgilio sono giunti nel nono cerchio dell'Inferno,costituito dal lago ghiacciato di Cocito, dove sono puniti i traditori. Il cerchio si presenta in quattro zone concentriche: la Caina, in cui si trovano i traditori dei parenti; l'Antenora, che accoglie i traditori della patria e del partito cui appartennero; la Tolomea, dove sono i traditori degli ospiti e degli amici, ed infine la Giudecca dove si puniscono i traditori dell'autorita religiosa. Tutti costoro sono immarsi in fosse che si aprono sulla superficie del Cocito ed il ghiaccio arriva loro a diverse altezze a seconda dell'oggetto del proprio tradimento,il cui grado piu alto è rappresentato dai peccatori dai peccatori della Giudecca,tra i quali si trova anche Giuda, il discepolo che tradì Cristo. La pena dei traditori è perfettamente commisurata al loro peccato:essi sono condannati a restare per l'eternita immersi nel ghiaccio cosi come, in vita, ebbero un animo tanto gelido e duro da arrivare a tradire quelli che dovrebbero essere gli affetti ed i legami piu cari e piu sacri per ogni uomo.Dante e Virgilio arrivano nella seconda zone del cerchio, l'Antenora, dove sono coloro che tradirono la patria o il proprio partito; aggirandosi tra le fosse, Dante è colpito dalla vista di due anime racchiuse in una stessa fossa, una delle quali sovrasta l'altra e ne addenta furiosamente la nuca. Inorridito e stupefatto da quella manifestazione di odio tanto rabbioso,chiede spiegazioni e il dannato, sollevando la bocca, comincia a parlare: è l'anima del conte Ugolino della Gheradesca che narrerà la sua fosca storia di tradimento, di prigionia e di morte.
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