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Il Paradiso nella Divina Commedia (2)

Disposizione delle anime
Mentre nell’inferno le anime sono disposte secondo il loro peccato; nel Purgatorio attraverso cornici; nel Paradiso, invece, tutte le anime sono beate e conoscono in egual modo la felicità assoluta. Per comodità narrativa, si trovano nell’Empireo, senza alcuna gerarchia. Ogni anima è quindi appagata completamente→la beatitudine è l’incontro metafisico fra il desiderio dell’anima e la volontà di Dio. Dante non fornisce un numero preciso delle anime presenti. Precisa soltanto che, dopo la cacciata di Lucifero 1/10 degli angeli lo seguì (1/10 dei posti quindi, è disponibile per l’uomo); in realtà il numero dei destinati alla beatitudine eterna è già stabilito poiché Dio conosce in principio le anime predisposte alla salvezza.

Colori e suoni

Il Paradiso si pone in netto contrasto all’inferno in cui il colore predominante era il nero: tutto è luce, metafora di Dio (è speculare rispetto all’inferno). Si tratta di luce fulgida e ammaliante portatrice di benessere. Mentre il paesaggio infernale era spettrale, quello purgatoriale, caratterizzato dall’alternanza del giorno e della notte, il Paradiso non ha un vero e proprio paesaggio poiché tutto è luce, trasposizione della realtà.

Stile
stile è più complesso, raffinato ma, mai incomprensibile. Si tratta di una complessità necessaria→PLURISTILISMO.

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