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Divina Commedia

Il poema dantesco si apre con un indicazione autobiografica: la vicenda comincia quando il personaggio Dante ha 35 anni, e cioè nel 1300. Il poeta ritiene infatti che il punto centrale della vita umana sia tra 35 e 40 anni. La convinzione di dante si basa sulla Bibbia stessa dove viene detto che la durata della nostra vita in se è di 70 anni. Qui si propone l’esperienza individuale e Dante narra un’esperienza “esemplare” per ogni cristiano, che si trova impegnato nella faticosa marcia verso il bene. Accanto al significato letterale si impone il significato allegorico: la selva oscura è la vita priva della sua dimensione spirituale e ridotta alla semplice dimensione materiale. Invece, la selva è oscura perché priva della luce della ragione e della illuminazione della Grazie. La retta via è stata abbandonata da Dante a causa del traviamento morale. Ma l’immagine è biblica. Lo smarrimento sottolineato dalla allitterazione “amara … morte” è di estrema gravità; infatti il traviamento di Dante rischia di allontanarlo per sempre dalla luce della Grazia, in una condizione di morte spirituale, invece amara va riferita alla selva. Nella selva oscura, proprio nel momento di massimo disorientamento, Dante incontrerà la misericordia di Dio che è in grado di trasformare l’esperienza negativa in preziosa esperienza costruttiva. Quindi si accinge a raccontare il viaggio nell’oltretomba.

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