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Come finisce l’Inferno?


Dante e Virgilio giungono nell’ultima regione dell’Inferno, dove sono puniti i traditori dei benefattori. Al centro della Terra è conficcato fino alla cintola Lucifero. Egli ha tre teste: una giallognola, una rossa e una nera, e sei ali di pipistrello. Nelle tre bocche di Lucifero sono martoriati i tre maggiori traditori: Giuda, Bruto e Cassio. Quindi Dante si stringe a Virgilio che si aggrappa al corpo peloso di Lucifero e inizia la discesa. Successivamente avviene un capovolgimento. Dante chiede spiegazioni, e scopre così di aver passato il centro della Terra al momento del cambio di posizione durante la discesa e di stare ora risalendo verso l’emisfero australe.

La Terra nel Medioevo era concepita a forma circolare. La Terra secondo l’ideologia e le conoscenze scientifiche del tempo era al centro dell’universo. Nel Medioevo la visione dell’universo è ancora geocentrica (o tolemaica).
La Terra è divisa in due emisferi: quello del nord è l’emisfero boreale (o delle terre emerse), quello del sud è l’emisfero australe.

I limiti geografici ad ovest erano le colonne d’Ercole, mentre il limite geografico orientale era considerato il fiume Gange.

Il Purgatorio si presenta come un monte di terra che ha la forma di cono, ma di questa montagna Dante ne deve descrive la salita. Ecco perché spiega il capovolgimento.
Il Purgatorio si presenta come un’enorme spiaggia alla base del cono sulla quale approdano Dante e Virgilio.

Il Purgatorio, anche nella concezione cristiana, è un luogo difficile da concepire; per molti non esiste.
Il Purgatorio è una possibilità di purificazione dal male che permette poi di accedere al Paradiso.
Ma come è possibile guadagnare la gioia eterna se si ha peccato? I due significati del Purgatorio sono il pentimento e la penitenza per poi avere la redenzione. Questo ricorda il rito della Confessione, cioè riconoscere gli errori, dichiararli, pentirsi e scontare la pena.
L’idea del Purgatorio è legato al bisogno dell’uomo di poter avere un’altra possibilità.
Mentre per l’Inferno chi cade in esso lo sarà per sempre, il Purgatorio è destinato a finire. Non è un luogo eterno. È il regno della transizione e dell’attesa.

Nel Purgatorio ci sono gli stessi peccatori che abbiamo trovato nella prima parte dell’Inferno, cioè coloro che si sono macchiati dei sette vizi capitali, quindi coloro che hanno peccato di lussuria, gola, avarizia, accidia, ira, invidia e superbia. Li troveremo con la differenza che si sono pentiti e che quindi godono di questo permesso d’attesa. Nel Purgatorio non possiamo incontrare gli assassini e i traditori perché sono coloro che hanno commesso colpe gravi.

La montagna è divisa in tre parti. E’ a forma tronco-conica.
Questa montagna sta per accogliere un Dante che si accinge a “diventare scalatore”. Il significato della scalata della montagna è legato all’importanza della pena da scontare, della fatica da fare per poter poi godere del bene.
La montagna è costituita da una prima parte chiamata antipurgatorio che è la parte di accesso. L’antipurgatorio ha un custode che è Catone, un personaggio storico di epoca romana vissuto nell’età di Cesare.
Tutto l’antipurgatorio è ancora legato alla Terra che, anche da un punto di vista geografico, ha le stesse condizioni atmosferiche.
L’accesso è una spiaggia, poi troviamo tre balze dove troviamo i cosiddetti negligenti, ovvero coloro che hanno tardato a pentirsi.
Il vero e proprio Purgatorio comincia dalla porta. Quando si entra nel Purgatorio vero e proprio non ci sono più i fenomeni atmosferici terrestri e inizia la seconda parte. Il guardiano è un angelo.
Il primo angelo che appare nel Purgatorio è l’angelo traghettatore, cioè colui che con un’imbarcazione porta i penitenti sulla spiaggia del Purgatorio. Nel Purgatorio incontreremo tantissimi angeli. L’angelo è l’intermediario tra Dio e l’uomo.
Il Purgatorio è costituito da cornici (o balze). In ognuna di queste sette cornici troviamo i penitenti che nella vita si sono macchiati dei sette vizi capitali ma, rispetto all’Inferno, si va dai peccati gravi ai peccati minori.
La terza parte del Purgatorio comprende il paradiso terrestre, un luogo completamente diverso dagli altri. La custode di questo posto è una bellissima giovane di nome Matelda, che ricorda la simbologia della primavera. Nel paradiso terrestre avverrà il cambio della guida, cioè Beatrice prenderà il posto di Virgilio.

La parola “paradiso terrestre” suggella quello che è l’elemento fondamentale del Purgatorio, cioè quel luogo di passaggio tra la terra e il Paradiso.
Che immagine abbiamo del paradiso terrestre? Un’immagine di un luogo incontaminato; è qualcosa di straordinariamente florido.

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