Trama : Racconta di un viaggio che Dante compie attraverso i tre regni dell’oltretomba.
Dante descrive il viaggio in prima persona, è un narratore diretto che segna la sua opera poiché viene chiamato per nome da Beatrice nel Paradiso.
Ci sono anche narratori di secondo livello : anime di dannati o salvati che Dante incontra nell’aldilà.
Questo viaggio dura tre giorni(dal venerdì Santo alla domenica di Pasqua, fra 8 e 14 aprile).
Lui però immagina che si sia svolto 7 anni prima, nel 1300, periodo in cui Bonifacio VIII stabilì il 1° giubileo della storia.
(L’antico popolo ebraico indiceva il primo giubileo ogni 50 anni.
Questo sanciva un anno sabbatico, un anno di penitenza durante il quale non era permesso coltivare, tutte le terre venivano espropriate e divenivano proprietà comunali, dopo erano distribuite equamente.)
Il 1° giubileo cristiano invitava l’umanità a vivere senza beni mondani, nella solidarietà e nella spiritualità.
Questo favorì la ripresa dei pellegrinaggi religiosi e l’indulgenza plenaria, cioè la remissione dei peccati a chi visitava la tomba di San Pietro e pregava con penitenza( come era scritto nella Bolla).

Vennero poi estese le indulgenze ad alcuni luoghi di culto, come Santiago di Compostela tra Portogallo e Spagna, Monte Michelle nella Bretagna francese, San Michele in Puglia.
Il centro di tutto il pellegrinaggio centrale fu a Roma.
I pellegrinaggi per motivi religiosi erano già avvenuti:
- Crociate: nascono sia come volontà di liberare il Santo Sepolcro, ma anche come volontà di visitare i luoghi dove Cristo era vissuto -> lotta contro i musulmani che avevano occupato quei luoghi.
- Dopo la morte di San Francesco la diffusione delle profezie (come quella del libero spirito) aveva spinto alla formazione dei movimenti flagellanti come quello di Raniero Fasani ( pellegrinaggio a piedi Roma-Bologna con penitenze fisiche molto forti) con l’obiettivo di ottenere remissione dei peccati e salvezza eterna.

Sotto la selva oscura c’è la porta dell’inferno. Al di sotto troviamo l’Antinferno dove ci sono anime nude che battono i denti e piangono perché vogliono essere portate all’Inferno.
Dante nel luogo in cui si è dannati per sempre pone il limbo: ci sono anime né cattive né buone vissute prima di Cristo, che quindi non sono state battezzate.
Da un lato egli rispetta l’affermazione ( Virgilio no salvato perché non ha ricevuto il battesimo), dall’altro …….
Dal II troviamo i peccatori veri e propri : lussuriosi, golosi, avari e prodighi, iracondi e accidiosi.
Poi ci sono le Mura della città di Dite.

Sopra alla voragine infernale sorge Gerusalemme; si trova proprio sopra l’inferno perché Gerusalemme è il luogo di nascita di Gesù, il luogo di dannazione a cui Lui ha posto rimedio.

Dante inizia la sua commedia dicendo che a 35 anni circa si è smarrito in una selva oscura ( nel mezzo del cammin..perché nella Bibbia era scritto che la vita durava in media 70 anni).
Egli non riusciva a ritrovare la via perché aveva sonno nella ragione, era un uomo immerso nel peccato.
Poi vede un colle e comincia a camminare verso la luce del Sole dietro di questo, ma davanti a lui trova tre fiere terribili: lonza(enorme gatto maculato), leone affamato e lupa.
Alla vista della lupa comincia a tornare indietro precipitando nella foresta.
Di lontano vede un ombra (Virgilio) e gli chiede aiuto; Virgilio gli fa da guida attraverso un’altra strada, verso il male.
Egli guida Dante perché sono intervenute tre donne dal cielo : Vergine Maria (madre protettiva) Santa Lucia (importante per dante perché era guarito dopo una grave malattia agli occhi) ed infine Beatrice che piangendo scende all’Inferno e bussa al libro chiedendo a Virgilio di aiutare Dante.
Virgilio per Dante: maestro di verità e sapienza, simbolo della ragione umana e guida nel pericolo.
Egli potrà accompagnare Dante attraverso l’Inferno e il Purgatorio, ma non da Cristo perché non lo ha conosciuto.

Già nel 22° canto, Stazio, che ha finito di espiare i peccati nel Purgatorio, diviene la nuova guida di Dante insieme a Virgilio, poi nel Paradiso Dante ha come guida Beatrice, la quale rappresenta la fede e la grazia illuminante che illumina l’intelligenza e conduce alla verità.
Arrivato al centro del Paradiso, trova un immenso anfiteatro fatto dei petali di una rosa, ma non può arrivare alla corte diretta di Dio se non con San Bernardo da Chiaravalle come guida; San Bernardo è un mistico che predicò l’incontro con Dio al di fuori della ragione.

Dante conclude la storia dicendo di aver visto Dio, ma per raccontare ciò ha una tensione emotiva tanto grande(patos) che si arrende ai limiti del linguaggio e della memoria, perciò si serve dei simboli matematici.

Chi decide come andare all’inferno? Minosse, giudice infernale che avvolge la sua coda intorno al corpo facendo tanti giri quanti gironi deve scendere l’anima.

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