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Divina Commedia

L’opera mondo
Opera che sintetizza il sapere medioevale.
Opera che influenza la cultura di tutte le epoche successive.
Il viaggio di Dante raccontato nella D.C. è allegoria della vicenda, della condizione e del destino di tutta l’umanità.
Opera che raccoglie e mette in ordine tutto l’universo.

Il titolo (Comedìa)
Secondo la teoria degli stili (v. De vulgari eloquentia) lo stile adottato nella commedia è comicus, cioè medio - basso, come dimostra anche la scelta del volgare.
Come è proprio della commedia l’opera di Dante ha un finale positivo: narrazione che porta Dante dall’inferno alla contemplazione di Dio nel Paradiso.
L’aggettivo “divina” è stato attribuito alla Commedia da Giovanni Boccaccio nel ‘300 per due motivi:
- tratta questioni divine;
- è scritta in modo eccelso, quasi divino.
L’aggettivo comincia a comparire solo nelle prime edizioni a stampa del XVI secolo (Ludovico Dolce, 1555).

Tempi e fasi di composizioni
La D.C. è il frutto dell’attività poetica di tutta la vita del suo autore, ma essa viene concretamente composta nel periodo che inizia i primi anni dell’esilio (1306 circa) e si conclude con la sua morte (1321). In particolare:
Inferno (1304/1308);
Purgatorio (1309/1312)
Paradiso (1316/1321)
Della D.C. non possediamo l’autografo dell’autore e la prima edizione a stampa risale al XV secolo (1472).

La struttura del poema
Il poema-universo è allegoria della molteplicità dell’universo (v. molteplicità di prospettive narrative, di livelli stilistici, di generi letterari e del reale) che è racchiusa in un ordine unitario che ne regola la struttura e le sorti ed in cui si manifesta l’impronta di Dio (ordine universale + molteplicità del reale. struttura geometrica del reale e del poema che è riflesso della realtà).
- tre cantiche;
- tre ragni:
1. Inferno;
2. Purgatorio;
3. Paradiso
- 1 + 33 canti
- terzine(v RFA1 p.351)
strofe di 3 versi in rima incatenata

Simbologia numerica della mistica medievale (v. anche cosmologia dantesca)
- 3: trinità
- 9: tre volte la trinità
- 10 e 1: unità

Le fonti (D.L. p. 16 “Le fonti”)
Classiche
- Eneide di Virgilio (I sec. c.C.): in particolare la catabasi di Enea→ct VI.
- Somnium Scipionis di Cicerone (I sec. a.C.): in particolare per i temi del viaggio e della visione.
Bibliche

Seconda lettera di S. Paolo ai Corinzi: racconto di un’esperienza mistica.
- Apocalisse di S. Giovanni: figure infernali.
Medioevali
- Poemetti di S. Gregorio Magno: esempio di navigatio sancti.
- Autori del ‘200
- Giacomino da Verona: De Ierusalem coelesti- la città celeste; De Babilonia civitate infernali-la città infernale.
- Bonvesin de la Riva: il libro delle tre scritture (nera→inferno; rossa→purgatorio; oro→paradiso)

La cosmologia dantesca, i tre regni e il viaggio di Dante
Modello aristotelico - tolemaico geocentrico
Dante immagina di compiere un viaggio nei tre regni che inizia nell’inferno tra il giovedì 07 aprile e il venerdì 08 aprile del 1300 (nella settimana santa è il momento della passione) e che si conclude il 13 aprile dello stesso anno (domenica di Pasqua).
N.B.: ricchezza delle simbologie: scelta della settimana santa (resurrezione di Cristo) e del 1300 (unità e trinità; anno in cui Dante compie 35 anni); canto VI: canto politico; tutte e tre le cantiche si concludono con la parola “stelle” (percorso ascensionale).

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