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Dante nel De vulgari eloquentia riprende la classificazione classica e medievale degli stili: uno stile elevato/aulico/sublime adatto alla tragedia,uno mediano/medio/comicoper la commedia e uno umile/basso/lirico per l’elogia. Questa differenziazione viene ripresa all’interno della struttura della commedia:
• Vecchio (medio) riferendosi a Caronte
• Cul (basso) riferendosi ai diavoli
• Sene (aulico) riferendosi a San Bernardo
Di seguito abbiamo nell’Epistola di Cangrande motivazioni in merito al titolo dell’opera (al quale solo nel 1555 con l’ultima ristampa fu aggiunto l’aggettivo divina,ovvero che tratta di argomenti oltremondani),nela quale Dante spiega il significato di commedia differito da tragedia:
• Tragedia : ha un inizio pacato e tranquillo ma un finale tragico
• Commedia: ha un inizio problematico ma un finale pacato
Di conseguenza la Divina commedia incomincia in modo orribile grave trattando dell’Inferno ma si conclude felicemente trattando del Paradiso.

Nell’opera è narrato il viaggio compiuto da Dante all’età di 35 anni,data facilmente desumibile dall’inizio del poema quando dice di trovarsi nella metà della sua vita (la media della vita era di 70 anni) e il viaggio è databile 1300.
Il 1300 è l’anno del primo Giubileo indetto dal papa Bonifacio VIII,che prevedeva l’indulgenza plenaria ovvero l’assoluzione o il perdono dei peccati a coloro che si recavano in pellegrinaggio a Roma.
Il viaggio oltremondano nasce da un profondo bisogno di purificazione,di espiazione,di rigenerazione morale e spirituale,bisogno non solo individuale ma collettivo che s’inserisce in un clima storico e politico di crisi spirituale,sia sul piano politico(decadenza dell’impero) che religioso (prevalenza del potere temporale da parte della chiesa stessa sul quello spirituale con conseguente mondializzazione della chiesa cui effetti saranno la simonia,il nepotismo,la corruzione ecc..). Momento di disordine sociale e politico che ritroviamo anche nella Firenze di dante,dove il disordine morale vede l’abdicazione ai vecchi valori cavallereschi di cortesia,magnanimità,valore militare e il diffondersi generalizzato della sete di ricchezze e delle conseguenti aspre lotte intestine all’interno della città stessa. Dante stesso resterà coinvolto in queste guerre in primis tra guelfi (sostenitori del papa ) e ghibellini (sostenitori dell’imperatore e degli svevi) e come se non bastasse tra guelfi bianchi e guelfi neri(rispettivamente trovarono appoggio nella famiglia dei Cerchi e dei Donati. I Guelfi Bianchi difendevano il Pontefice non precludevano il ritorno dell'imperatore e i Guelfi neri che trovavano indispensabile che il governo dovesse essere affidato al papa perché missus dominici "mandato dal Signore). Sostenitore dei Guelfi bianchi,Dante durante la lotta tra le due fazioni fu esiliato dopo essere stato mandato a Roma per un’ambasceria con la carica di Priore delle Arti.

Dante nel suo messaggio profetico annuncia la venuta di un Veltro,un riformatore spirituale che avrebbe riportato l’umanità sulla retta via. Lui stesso potrebbe identificarsi con il veltro,infatti si sente investito di una missione profetica e divina come i suoi predecessori Enea e S. Paolo.
Come sopra accennato Dante ricorda direttamente i precedenti viaggi nell’aldilà di Enea (fondatore della civiltà romana) e di San Paolo (fondatore della chiesa romana) le cui fonti erano l’Eneide di Virgilio e la Seconda Epistola ai Corinzi più la ricca letteratura religiosa come il De contemptu mundi.

La commedia è suddivisa in 100 canti,riuniti in tre cantiche:Inferno,Purgatorio e Paradiso.

Cosmologia Dantesca:
Riguardo al modo di concepire il mondo Dante si rifà alla teoria astronomica di Tolomeo (geocentrica) messa in discussione solo da Copernico. La terra,di forma sferica,si trova al centro dell’universo;è costituita da due emisferi quello boreale al nord e australe al sud. I confini conosciuti erano il Gange ad est e le Colonne d’Ercole 8stretto di Gibilterra) ad ovest.
Nei pressi di Gerusalemme (considerato l’ omphalos del mondo cristiano [ricordiamo per i greci Delfi e i latini le foci del Tevere o la sibilla cumana]) si trova l’ingresso dell’inferno:un’immensa voragine a forma d’imbuto,formatasi in seguito ad una ribellione a Dio da parte di alcuni angeli al seguito di Lucifero,questi furono scagliati sulla terra che per evitare di riceverli si protrasse dando luogo alla voragine,la quale sommità costituisce la montagna del purgatorio.

L'Inferno

È costituito da nove cerchi . Dalla porta dell’inferno si passa all’antinferno dove sono collocati gli ignavi coloro che non essendo stati capaci in vita di prendere una posizione e accusati sostanzialmente di vigliaccheria non sono ritenuti degni neanche di stare nell’inferno vero e proprio. Quest’ultimo è delimitato dal fiume Acheronte,dove il demone Caronte ha il compito di traghettare le anime dei morti.

Il primo cerchio corrisponde al Limbo dove sono collocati i bambini non battezzati e coloro che hanno vissuto prima di Cristo, dal secondo cerchio sono puniti i peccati veri e propri:

• D’incontinenza: puniti dal secondo al quinto cerchio
• Di violenza :settimo cerchio
• Di fraudolenza:ottavo e non cerchio
• Resta il sesto cerchio dove sono collocati gli eretici,gli omicidi sono collocati nel primo girone del settimo cerchio
• Nel punto più profondo c’è Lucifero nelle quali tre bocche troviamo i tre traditori per eccellenza: Giuda,Bruto e Cassio.
Nell’inferno come nel purgatorio vale la legge del contrappasso.

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