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Alighieri, Dante - Vita Nova -

La Vita Nova è tra le opere giovanili di Dante, composta da prosa e poesia, struttura chiamata prosimetro, (25 sonetti, 4 canzoni, 1 ballata e 1 stanza isolata). Il primo sonetto è del 1283 e l'ultimo è di nove anni più tardi. La prosa nacque tutta nello stesso tempo. Inizialmente sembrano evidenti gli influssi di Guittone d'Arezzo, riallacciandosi alla tradizione siciliana rinnovata dai Toscani, e alla poesia trovatorica provenzale. Donne ch'avete intelletto d'amore rivela l'attenzione e l'ammirazione di Dante per Guinizzelli, infatti ne accoglie il concetto di donna angelicata, ecc., ma in poesie come Donna pietosa, Tanto gentile e tanto onesta pare, Ne li occhi porta la mia donna amore, Dante rivela il distacco dai modelli rielaborando in forma del tutto persoanle la lezione dei suoi maestri.
Dante rappresentò la sua donna come un angelo più che come una figura terrena (fuse, infatti, così la vita dei santi con le concezioni dello stil novo). La novità di Dante fu quella di mutare l'ideologia del dolce stil novo da persuasione dottrinale in realtà sentimentale. Inoltre attua nella realtà sentimentale quell'amore perfetto che prima era stato solo idealità. La storia d'amore narrata nelle prose nella Vita Nova è la storia del generarsi e del confermarsi dell'amore perfetto, è la storia del passaggio dal senso allo spirito, dal reale all'ideale, dal contingente all'eterno. La Vita Nova perciò è da considerarsi non solo uno dei tanti componimenti del dolce stil novo, ma la sua opera più compiuta, coerente ed organica. È l'unica opera in cui l'amore assume l'andamento di storia, l'unica concepita secondo un disegno determinato e unitario.
L'opera ricostruisce la nascita e l'acuirsi del sentimento amoroso verso Beatrice. Il poeta narra della prima volta che la vide all'età di nove anni (il numero nove ricorre come multiplo del tre simbolo della Trinità); la incontrerà successivamente e comincerà a desiderare null'altro che un suo saluto o un suo sguardo. A questo tema fanno riferimento le liriche in lode dell'amata. La felicità di Dante è turbata, però, da un sogno premonitore sulla morte di Beatrice, che sopraggiungerà poco dopo. Alla disperazione del poeta per la dipartita dell'amata subentra la tentazione di corteggiare un'altra donna, ma dopo che Beatrice gli appare in sogno in tutto lo splendore divino del paradiso, decide di dedicare tutti i suoi pensieri all'unica donna mai amata. In finale di opera promette che tornerà a parlare di Beatrice solo quando troverà la maniera più degna, anticipando quello che sarà il ruolo della donna nella Commedia.

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