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Alighieri, Dante - Vita Nova, Tanto gentile e tanto onesta pare (3)

Appunto contenente il commento al sonetto dantesco "Tanto gentile e tanto onesta pare", tratto dalla "Vita Nova" che è uno degli esempi più significativi della poesia del Dolce Stil Novo.

E io lo dico a Skuola.net
Alighieri, Dante - Tanto gentile e tanto onesta pare -
Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand'ella altrui saluta,
ch'ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l'ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d'umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che 'ntender no la può chi no la prova:

e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d'amore,
che va dicendo all'anima: Sospira.


Commento al testo
Questo sonetto di Dante Alighieri, è uno degli esempi più significativi della poesia del Dolce Stil Novo. Tratto dalla Vita Nova", opera mista di prosa e poesia, che narra l'amore del poeta per Beatrice. Beatrice, morta prematuramente all'età di ventiquattro anni, è raffigurata in quest'opera come la donna angelo, che irradia una luce di bellezza sovrumana che avvince l'animo e lo fa innamorare. Infatti, secondo i principi del Dolce Stil Novo, la donna è trasfigurata ed elevata ad angelo. In questo sonetto, Dante canta Beatrice come una donna cortese, dignitosa, umile e dotata di bellezza e grazia spirituale. Il poeta paragona la sua donna a una creatura venuta dal cielo sulla terra per testimoniare la grazia divina. L'apparizione di Beatrice produce, in chi li contempla, incapacità di parlare, senso di dolcezza e di gioia, senso di simpatia e desiderio di amore spirituale.
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