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Le Idee Di Dante Alighieri

Dante tratta tutti i tipi di dottrina presenti a quell'epoca (inesistente per lui era la specializzazione in un solo campo). Alla base del suo pensiero sta la visione religiosa della realtà: infatti egli separa la fase cristiana della storia da quella pagana e crede, come tutti a quel tempo, che la religione sia un metro per misurare ogni epoca e che sia non solo dell'intimità dell'individuo, ma parte della comunità stessa.
Dante inoltre reinterpreta la civiltà antica e pagana in chiave cristiana, considerando anche la civiltà classica come preparazione a quella cristiana e come epoca dell'annuncio di Cristo.
La figura di Virgilio, per questo motivo considerato precursore della cristianità, viene assunta come modello non solo formale ma anche morale.

Politica
Il pensiero politico di Dante si divide in due periodi, ma sempre mantenendo l'idea di fondo fissa (un'idea innovativa per quei tempi) cioè che il comune doveva avere autonomia dal Papa, e che l'Impero e la Chiesa dovevano restare ben separati.

Nel 1° periodo, quello prima dell'esilio, Dante difende fermamente l'autonomia dei Comuni.
Nel 2° periodo il suo pensiero matura il rifiuto della frammentazione dei Comuni e rilancia il modello universalistico (legittimità completa del potere imperiale). In questo periodo Dante afferma che la Chiesa e l'Impero si completano a vicenda perché il potere del Papa (spirituale) aiuta quello dell'Imperatore (temporale o materiale) a garantire la serenità e la vita eterna agli uomini. Critica inoltre la civiltà comunale perché condanna il trionfo della logica del guadagno e dell'avidità.

Filosofia e Teologia
Per quanto riguarda la Filosofia e la Teologia Dante afferma l'indipendenza reciproca dei due campi.
Soprattutto nella poesia il pensiero di Dante si rifà al tomismo di San Tommaso D'Aquino (tradizione di origine aristotelica) in cui egli accoglie l'unione di fede e ragione: infatti la fede nelle cose rivelate viene sostenuta dalla loro dimostrabilità nella realtà.
Sant'Agostino e Boezio, due autori che influenzano parecchio Dante, si possono collocare entro i confini del pensiero di Platone e costituiscono per Dante un modello nello scrivere la Commedia.
Si può dire quindi che i due maggiori Filosofi greci, Aristotele e Platone, sono presenti nel pensiero dantesco.

Lingua
Il nucleo del pensiero linguistico di Dante sta nella valorizzazione del volgare, non inteso come lingua nuova da sostituire al latino ma come un modo di esprimere in forma strutturata e regolarizzata il maggior numero di aspetti della realtà che circonda gli uomini.

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