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Confronto con Dante, Iacopo da Lentini, Guido Guinizzelli, Guido Cavalcanti e Cielo D'Alcamo

Donna dal cuore nobile, dotata dalla natura di virtù e pregi, grazie alle quali fa innamorare l’uomo tanto da sentirsi un umile servitore davanti alla donna amata, proprio come un vassallo davanti al suo signore.
È così che sono descritte le donne amate nelle poesie dei poeti siciliani nel XII secolo, ed è così appunto che Iacopo da Lentini descrive nelle sue poesie la donna che ama alla quale non riesce a dichiararsi; come ad esempio nella sua poesia “meravigliosamente”.
Questi temi della donna dal cuore nobile sono affrontati anche da Cielo d’Alcamo, con la differenza che lui vuole prendere in giro i poeti siciliani e quindi scrive una tenzone, come nella sua poesia “rosa fresca aulentissima” esagerando il fatto che l’uomo si umilia davanti alla donna perché deve essere una cosa comica, per far recitare la poesia ai giullari di corte, quindi per intrattenimenti e feste.
Più avanti, con il poeta Guido Guinizzelli, inventore del dolce stilnovo, viene esagerata eccessivamente al limite della realtà la gentilezza, la nobiltà e la bellezza della donna, la quale descritta come donna angelo, venuta dal regno di Dio, dovrebbe portare la salvezza, quindi abbiamo la donna come creatura ultraterrena che viene praticamente adulata; un esempio di poesia di Guinizzellli con queste caratteristiche è “al cor gentil rempaira sempre amore”, ma questo stile viene adottato anche da Dante, il quale ad esempio nella sua poesia “tanto gentile e tanto onesta pare” descrive la sua donna amata Beatrice.
Questa figura della donna angelo arriva al culmine dell’esagerazione con il poeta Guido Cavalcanti, il quale nelle sue poesie descrive la donna come un angelo, sempre una creatura ultraterrena che porta la salvezza, ma talmente bella da essere irraggiungibile e portare alla disperazione e al dolore e all’irrazionalità dell’autore; quindi il sentimento d’amore che prova verso la donna amata, all’inizio è una cosa positiva e bella, poi si trasforma in una cosa negativa e oscura che si impadronisce della sua anima togliendogli ogni razionalità.
Quindi, abbiamo potuto vedere l’evoluzione della figura della donna da una descrizione terrena e normale, alla descrizione ultraterrena di una donna irraggiungibile che porta alla disperazione.

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