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Dante Alighieri

La vita
Nasce a Firenze nel 1321 da una famiglia di piccola nobilità. A 12 anni si sposa, vincolato dal padre, con Gemma Donati con cui avrà alcuni figli. Si sposerà nuovamente 10 anni dopo. Nel 1283 muore il padre, Dante deve amministrare i beni della famiglia e non gli è necessario lavorare per vivere. Isuoi punti di riferimento principali sono:
- l’intellettuale comunale (Brunetto Latini);
- i poeti dello Stil Novo tra cui l’amico Cavalcanti a cui dedica un sonetto "Guido, i’ vorrei che tu Lapo ed io fossimo presi per incantamento".
La donna plurimenzionata nelle sue poesie è Beatrice (probabilmente Bice Portinari, moglie di Simone de’ Bardi e morta nel 1290) in cui vede l’ideale supremo e la sintesi dei valori spirituali che danno un senso alla vita. Scrive a proposito di ciò un libro intitolato La vita nuova che narra delle esperienze affettive e intellettuali di Dante dopo la morte di Beatrice. In questi anni studia filosofia presso conventi a Firenze, quello francescano e quello domenicano da cui trae una grande consolazione come scriverà nel Convivio. Per quanto invece riguarda la politica, Dante si schiera dalla parte dei guelfi Bianchi, non temendo le minacce di scomunica da parte del Papa dopo essersi opposto duramente alle pretese di questo. Nel 1301, dopo essere stato eletto priore, condanna al confino anche esponenti del suo partito, come Guido. Ma i Neri arrivano al potere e Dante viene condannato a una multa e a due anni di confino, accusato di opposizione al Papa e di concussione (di essersi appropriato di denaro pubblico). La seconda accusa è falsa e Dante nel 1302, dopo non essersi presentato a Firenze, viene condannato in contumacia a essere bruciato vivo. E' tagliato fuori da Firenze che ricorderà come "il bell’ovile ov’io dormii agnello nimico ai lupi che gli danno guerra". Durante l’esilio, Dante vaga tra le corti e si sente come un legno senza vela e senza timoniere. Nel 1315 rifiuta di accettare l’amnistia che gli permetterebbe di tornare a Firenze in condizioni umilianti. Si sente in dovere di trasmettere un messaggio agli uomini col fine di ricondurre l’umanità all’ordine e alla pace. Per questo tra il 1304 e il 1313, con pochissimi libri a disposizione, scrive il Convivio, il De Vulgari eloquentia, l’Inferno e il Purgatorio. Secondo Dante i poteri vanno divisi in religioso e politico e spettano rispettivamente a Papa e Imperatore, così vede in Arrigo VII colui che farà cessare le lotte fratricide e gli consentirà di tornare a Firenze. Tra il 1313 e il 18 è a Verona, ospite di Cangrande della scala, dove si ricongiunge con moglie e figli. Passa poi a Ravenna sotto Guido Novello. Ormai famoso spera di ritornare a Firenze ma, quando Guido Novello lo manda a Venezia come ambasciatore, muore sulla via del ritorno, nel 1321 a Ravenna, sepolto con grandi onori funebri.

Le opere

La vita nuova
Ne La Vita Nuova Dante vuole riepilogare la storia del suo amore per Beatrice mettendone in luce il significato autentico. La vita nuova incomincia per Dante all’età di 9 anni, quando incontra per la prima volta Beatrice. Dopo averla rivista 9 anni dopo viene salutato da questa e viene riempito di beatitudine, ma per nascondere il suo amore verso Beatrice Dante finge di corteggiare altre donne. Beatrice si offende e gli rifiuta il saluto. Da quel momento Dante scriverà solo per lei. Cadrà in un profondo sconforto alla morte della donna ma la rivede in una visione nella beatitudine dei cieli. Il nome Beatrice non è scelto a caso, è colei che dà beatitudine e tutte le date della sua vicenda terrena sono basate sul numero 9, la cui radice è la trinità. Passa dall’amore che fa soffrire all’amore-carità che si appaga dell’essenza spirituale della donna.
La tenzone con Forese Donati
Questa tenzone composta da 3 sonetti e scritta all’incirca nel 1290 è caratterizzata dallo stile comico con cui Dante scrive. L’autore dimostra di possedere una forza aggressiva presente anche nei canti più truci dell’inferno.
Le rime petrose
Queste rime sono dedicate ad una donna col cuore di pietra detta appunto "Pietra". Lo stile è caratterizzato da virtuosismi, forme metriche complesse, suoni aspri e parole rare. Il tono è violento e aggressivo.
Il Convivio
È un’opera di Dante scritta in prosa,in lingua volgare.

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