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Dante Alighieri nasce a Firenze nel 1265 da Alighiero degli Alighieri e da Bella Abati, in una famiglia della piccola nobiltà cittadina di parte Guelfa. La madre morì giovane e il padre contrae in seconde nozze, dal quale matrimonio nascono Francesco e Tana (diminutivo di Gaetana), fratellastri di Dante. Dei familiari più stetti non scriverà mai nelle sue opere, mentre parlerà molto della casata delgi Alichieri, che fa risalire al trisavolo Cacciaguida, nominato cavaliere dall'imperatore Corrado III e morto in terra santa durante una crociata.
Non si hanno molte notizie sulla sua formazione, ma certamente frequenta le arti del trivio e del quatrivio (ultimo ordine di studi laici a Firenze in quegli anni dove non c'era l'università). Quando Dante ha 9 anni incontra per la prima volta Beatrice, che egli eleverà come simbolo di salvezza dell'umanità.
all'età di vent'anni sposa Gemma Donati, dalla quale avrà tre figli: Jacopo, Pietro, Antonio e forse un quarto: Giovanni.

Per un breve periodo è a Bologna, dove prosegue gli studi forse filosofici e due anni dopo partecipa alla battaglia di Campaldino contro gli Aretini. A Firenze egli frequenta Brunetto Latini e i poeti del dolce stilnovo, in particolare Guido Cavalcanti, di cui diventa amico.
A quel tempo risalgono le prime poesie d'amore molte delle quali confluiranno nella "Vita Nuova".
Intorno al 1295 risale un periodo di traviamento, infatti sembra che questo momento porterà profone trasformazioni spirituali e letterarie, anche se non è certo il motivo di tale traviamento, ma ci sono alcune ipotesi: traviamento morale per la frequentazione di Donne a cui dedica rime; traviamento intellettuale per essersi avvicinato a dottrine epicuree; traviamento letterario per aver abbandonato il Dolce Stilnovo.
Oltre che per il traviamento il 1295 segna la mitigazione degli ordinamenti di giustizia fatti da Giano della Bella, i quali escludevano i nobili dalla politica, che ora invece escludono solo i nobili non iscritti ad una delle corporazioni. La corporazione in cui Dante si iscrive per accedere alle cariche pubbliche è quella dei medici e degli speziali.
Qui inizia la carriera politica di dante, che entra nei vari consigli.
Delle due fazioni presenti a Firenze, Dante è il più vicino ai Guelfi di parte Bianca, che favorivano il popolo a differenza dei Guelfi neri che preferivano la novità e il papato. Quando il legato papale Carlo di Valois entra a Firenze insieme ai neri esiliati, Dante è con altri collaboratori in un ambasciata presso Roma, per cui non si trova a Firenze quando viene condannato, dapprima a pagare un ammenda, ma dato che non si presentò al processo, fu infine condannato a morte.
Iniziano dunque gli anni dell'esilio, nei quali si unisce ad altri ghibellini esiliati per cercare di tornare a Firenze. Falliti tali tentativi si distacca dalla compagnia "malvagia e scempia" per "far parte per se stesso".
Poi Dante inizia a spostarsi di corte in corte prima a Treviso, poi a Padova, a Venezia e presso i Malaspina. In tutti questi anni scrive il Convivio e inizia la Divina Commedia.
allontanatosi infine dalla politica di ispirazione guelfa, promuove la scesa in Italia dell'imperatore Arrigo VII al quale dedica anche una delle sue epistole, dedicate anche ad altri signori italiani a agli "scelleratissimi fiorentini". Il fallimento di Arrigo VII, fa scomparire in Dante l'ultima possibilità di rientrare a Firenze, lascia definitivamente la Toscana e entra nella corte di Cangrande della scala.
L'ascesa di Arrigo VII gli ispira la Monarchia. Nel 1314 pubblica l'inferno e successivamente il purgatorio, mentre la terza cantica viene finita a Ravenna.
Pochi mesi dopo la fine della terza cantica si ammala di malaria e muore nel 1321.
La sua produzione letteraria giovanile ruota attorno una figura femminile: Beatrice, identificabile con Bice Portinari.

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