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La Vita Nuova

Dopo la morte di Beatrice, Dante decise di raccogliere dal complesso delle liriche scritte fino a quel momento (cira 60) quelle più significative (circa 30) facendole precedere da un componimento in prosa che spiegasse l'occasione da cui i singoli componimenti erano nati e facendole seguire da un commento retorico /24 poesie e 42 capitoletti in prosa).
Era questa una novità di grandissima portata: tutti i poeti dell'amore precedenti avevano scritto semplicemente canzonieri e raccolte di poesie, mentre appunto Dante fa una sorta di Prosametro (o Prosimetro), in parte in prosa e in parte in poesia.
L'opera, compiuta tra il 1293 e il 1295 fu intitolata "Vita Nuova" proprio per indicare il rinnovamento spirituale determinato nel poeta da un amore eccezionale e altissimo.
Ritorna spesso il numero nove all'interno della Vita Nuova, perché questo numero ha un valore simbolico in quanto indica tre volte la trinità, e questo numero viene usato nel capitolo II nel quale Dante dice che il suo primo incontro con la "soavissima" risale a quando aveva nove anni e che poi la incontra nuovamente nove anni dopo, quando gli concederà il saluto.

Sin da questo primo incontro, Beatrice diventa "padrone" del cuore di Dante.
Nel capitolo III, Dante racconta l'occasione in cui rivede Beatrice ed egli preferisce isolarsi dalle genti per pensare e concentrarsi alla Donna. Dopo quest'episodio, secondo i canoni dell'amor cortese finge di rivolgere il suo amore ad altre donne per celare il nome della vera amata, e proprio perché questo amore poteva essere rivolto a donne sposate, Beatrice gli toglie il saluto, azione che turberà profondamente Dante. Il libro della Vita Nuova è diviso praticamente in tre parti: nella prima si tratta degli effetti dell'amore sull'amante, nel secondo si trova la lode della donna e nella terza la morte della gentilissima. In queste tre parti poi vi sono implicitamente inclusi i tre stadi dell'amore, infatti il primo è l'amor cortese, poi quando la gentilissima gli nega il saluto dante scopre il secondo stadio, cioè che l'amore non deve scaturire da qualcosa di esteriore, ma dentro di lui, infine il terzo stadio è quello dell'amore fine a se stesso.

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