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L’amore per Beatrice innalza il poeta fino alla contemplazione del cielo, assumendo il significato di ricongiungimento dell’anima a Dio. La Vita Nova può essere divisa in 3 nuclei narrativi. Il primo è la lauda ovvero la concezione Dantesca e inizia con la genesi dell’amore di Dante per Beatrice, che il poeta vede per la prima volta all’età di 9 anni e rivede a 18. Dante si solleva da questo periodo decidendo di lodare Beatrice anche se lei non lo considera in un primo momento ma poi lo tornerà a salutare. Quindi lui dice di lodare la donna gentile. (e questa fase possiamo individuarla come fase Guinillezziana). Nel secondo nucleo narrativo (ovvero la concezione cavalcantiana) la situazione si sblocca, anche se in modo imbarazzante per Dante. Questi un giorno viene colto da tremore alla vista di Beatrice, fatto per cui viene deriso dalle altre donne e al tempo stesso smascherato nei suoi sentimenti. . Nella vita nova Beatrice viene descritta in modo tale da farci pensare che sia realmente esistita, infatti ci dice che lei gira per Firenze e poiché egli, secondo la tradizione cortese intende mantenere celato il nome della propria donna, finge di essere innamorato di una “donna schermo”, affinché i “malparlieri” distolgano la propria attenzione da Beatrice. La misericordia di Dio che è in grado di trasformare l’esperienza negativa in preziosa esperienza costruttiva. Quindi si accinge a raccontare il viaggio nell’oltretomba.

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