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De vulgari Eloquentia

Il Devulgari Eloquentia è un trattato in prosa di argomento linguistico e retorico, scritto in latino poiché rivolto ad un pubblico colto, venne lasciato incompiuto nel secondo libro, il progetto iniziale prevedeva la stesura di quattro libri, la data della sua scrittura è incerta, ma non si allontana dal 1304-1307. Nel De vulgari Eloquentia Dante afferma la superiorità del volgare sul latino ed esprime indirettamente il suo desiderio di unificazione linguistica della penisola, dalla quale poi potrà nascere un’unificazione politica. Dante sostiene le sue idee, dicendo che il volgare viene parlato dalle persone naturalmente, mentre il latino deve essere studiato a scuola per parlarlo, così analizza le lingue di sua conoscenza dividendole in tre idiomi: germanico, greco, romanzo; quest'ultimo è proprio dell’Europa meridionale e viene a sua volta suddiviso in tre lingue: lingua d’oil (francese) quella d’oc (provenzale) e quella del si (italiano). Lo scopo di Dante era quello di identificare un volgare raffinato che potesse essere usato da tutte le persone compresi i reali.


La Vita Nova

Dante compose La Vita Nova fra il 1292 e il 1295. L’opera è un prosimetro, ovvero un misto di prosa e versi, tratta il tema dell’amore nei confronti di Beatrice ed è composta da 42 brevi capitoli, nella quale si trovano 31 liriche. Dante in essa narra di quand’egli ricevette il saluto di Beatrice all’età di diciotto anni dopo esser trascorsi nove anni dal loro ultimo incontro fanciullesco. In seguito Dante narra che, infastidito dalle troppe domande della gente sul suo amore nei confronti di Beatrice, tenne nascosto il suo sentimento e si finge innamorato di altre donne dette dello schermo, Beatrice così gli tolse il saluto e Dante cadde nello smarrimento e nel dolore. La morte di Beatrice preannunciata profeticamente causa in Dante un periodo di traviamento nel corso del quale viene consolato da una donna gentile. Dopo la morte di Beatrice, Dante narra di averla sognata nel cielo. La conclusione della Vita Nova coincide con il proposito di celebrare Beatrice e la gloria di Dio in quella che sarà la Divina Commedia.

Il Convivio

Il Convivio è un’opera filosofica contenente anche testi poetici, è infatti un prosimetro come la Vita Nova dove però la prosa non serve a narrare bensì a commentare i testi poetici. E’ stato iniziato attorno al 1303-1304 e lasciato incompiuto nel 1306 presumibilmente per dedicarsi alla Commedia. Convivio significa banchetto ovvero banchetto della conoscenza, rivolto a chi non ha potuto "cibarsi" del sapere a causa della poca conoscenza del latino. Il Convivio doveva essere formato da 15 trattati, ma ne furono scritti solo 4, i testi poetici contenuti nel Convivio sono delle canzoni e sia esse sia i commenti in prosa sono scritti in lingua volgare.

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