Dante Alighieri e l'amore


Dante appare una figura radicata nella sua epoca più di qualsiasi altra nella nostra e ciò che lo rende tale è principalmente l’amore.
Il poeta si colloca infatti nella corrente da lui stesso chiamata “Dolce Stil Novo” proprio grazie al “mito” della sua giovinezza che è Beatrice, fonte di ispirazione per la maggior parte delle poesie e delle opere del poeta,vista da Dante non come metafora di essere angelico, come accadeva nella poesia cortese,ma come vero e proprio angelo,il tramite tra verità incarnata e verità trascendente,degna di lode.
La donna per Dante ingenera nell’uomo un sentimento di elevazione e di perfezione che può causare ansia fisica ma mai,come accade invece in Cavalcanti,distruzione dell’io interiore.
L’amore per la Beatrice porta Dante all’amore per la cultura che lo aiuterà ad affrontare un periodo di traviamento causato dalla sua morte nel 1290.
Tra le opere dell’autore vi sono le Rime, che Dante non raccolse mai in forma organica. In questa racconta oggi si fanno confluire tutti quei testi che il poeta non incluse nella Vita Nova e nel Convivio. Nell’opera vi sono "risposte in rima" ad altri poeti, componimenti incentrati sul tema d'amore alla maniera di Guido Cavalcanti e di Guido Guinizelli, o anche alla maniera toscana e guittoniana. Ma le novità più originali, più importanti per gli esiti che avranno poi nella Commedia, si esplicano in due gruppi di testi, posteriori alla Vita nova: le cosiddette rime petrose,in cui l’amore che il poeta prova è caratterizzato esclusivamente come sensazione fisica e carnale, e le canzoni allegoriche d’argomento morale e dottrinale, come quelle poi scelte per il Convivio.
Tra le opere vi è anche la Vita Nova , dedicata alla donna amata, dove Dante raccoglie delle poesie scritte in giovinezza a partire dal 1283,data in cui incontra Beatrice, accompagnandole con commenti in prosa in funzione di testo narrativo. Nella Vita Nova l’autore afferma anche la sua intenzione di scrivere per la donna amata un’opera nuova e meravigliosa: la Commedia.
Nel capolavoro della Divina Commedia Dante incontrerà tante donne a partire dall’inferno,dove nel cerchio dei lussuriosi parlerà con Francesca,la quale attraverso la lettura di quel libro “Galeotto” si lasciò trasportare nell’amore verso Paolo,suo cognato, tradendo così il marito che scoprendo i due li uccide.
Nel purgatorio il poeta avrà un colloquio con Pia De Tolomei ,strappata dal convento per sposarsi con un uomo che non amava. Nel paradiso Dante incontrerà Costanza D’Altavilla e Piccarda Donati che vengono giudicate positivamente dall’autore in quanto donne che rappresentano grazia,carità e amore divino, e negativamente perché non si opposero alle violenze subite.
Nella Commedia Dante mette a fuoco quello che gli ha provocato incontrare Beatrice: l’amore accompagna tutta l’opera a partire dalla scritta nella porta dell’inferno , è il sommo amore infatti che ha creato questa realtà ordinata che Dante si appresta a percorrere ed è l’amore il punto conclusivo del viaggio tramite l’incontro con Beatrice e con Dio stesso.

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