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Misura del pH

Un metodo sperimentale per determinare, anche se in maniera approssimata, il pH di una soluzione consiste nell'uso di particolari sostanze organiche chiamate indicatori. Essi sono per lo più sostanze di origine naturale estratte dai pigmenti colorati di piante e fiori. Aggiunti, anche in piccolissime quantità, in una soluzione hanno la proprietà di assumere colorazioni diverse in funzione del pH. Esistono inoltre le cartine universali: striscette di carta imbevute di una miscela di diversi indicatori, scelti in maniera che la cartina possa assumere un colore diverso per ogni valore del pH. Per eseguire la misura è sufficiente porre una goccia di soluzione in esame su una cartina: il colore assunto dalla cartina si confronta con la scala cromatica (generalmente inserita nella confezione delle cartine stesse). Se si vogliono effettuare misure sempre più accurate del pH si possono usare speciali strumenti di alta precisione, chiamati piaccametri. Tali strumenti consentono la misura diretta del pH per semplice immersione di uno speciale elettrodo nella soluzione che si vuole esaminare: sul display dello strumento comparirà il valore del pH con una approssimazione di 0,01 unità.

Lo standard internazionale accettato è una soluzione acquosa 0,05 M di idrogenoftalato di potassio, al cui pH a 25,00 °C è stato attribuito il valore pH = 4,005. Sono comunque stati definiti numerosi altri standard secondari, il cui pH è stato misurato con la massima accuratezza possibile nei confronti del pH dello standard principale.

È detto pH di viraggio il valore del pH corrispondente al cambio di colore di un indicatore: questo valore è quindi utile per determinare quale indicatore è più opportuno utilizzare in una titolazione fra un acido e una base. Infatti, il pH di viraggio dovrebbe corrispondere al punto di equivalenza, quando gli equivalenti dei due componenti sono in numero uguale.

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