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Le carestie

Prova a immaginare di non trovare niente per sfamarti, un giorno dopo l’altro. Che cosa faresti? Proveresti a raggiungere altre terre che offrano cibo? Forse ti sembra impossibile da immaginare… eppure, ancora oggi in varie regioni della Terra milioni di persone non hanno cibo sufficiente per nutrirsi.

CHE COS’È LA CARESTIA?

Quando in una regione il cibo scarseggia per un tempo abbastanza lungo, si dice che in quella regione c’è una carestia. Le persone, soffrendo la fame, si indeboliscono e consumano tutte le “scorte” del loro corpo, perciò diventano sempre più magre e deboli. A causa della denutrizione, anche le naturali difese del corpo si indeboliscono, per cui le malattie, ad esempio la malaria e la tubercolosi, si sviluppano più facilmente.

Nella storia dell’uomo vi sono stati molti periodi di carestia che hanno interessato vasti territori. Ma la carestia non è qualcosa che appartiene solo al passato. Forse ti è capitato di vedere alcune foto della carestia che colpì la regione africana del Sahel negli anni Ottanta del Novecento. Ebbene, ancora oggi in quella zona le risorse alimentari scarseggiano e molte persone soffrono a causa della grave mancanza di cibo.

QUALI SONO LE CAUSE DI UNA CARESTIA?

La carestia è spesso provocata da fattori naturali, specialmente dalla siccità. La siccità si verifica quando per un lungo periodo di tempo cade poca pioggia. Il grano e le altre colture non possono crescere, gli animali non hanno erba da mangiare. I pesci restano senz’acqua e muoiono nei letti dei fiumi e sul fondo dei laghi asciutti.

Un solo anno di siccità in genere non porta alla carestia, ma costringe la popolazione a consumare il cibo messo da parte negli anni precedenti. Una parte di queste scorte è composta da cereali, come frumento e mais, che avrebbero dovuto essere usate per le semine degli anni successivi. I contadini devono allora acquistare altre sementi, ma nelle zone più povere del mondo questo non è sempre facile. Adesso capisci in che modo due o tre anni consecutivi di siccità possono causare una carestia. I contadini non hanno cibo, né sementi, e neppure denaro per acquistarne delle altre. Questo è quanto accadde negli anni Ottanta nel Sahel.

Può sembrare sorprendente, ma anche le alluvioni sono causa di carestie. Troppa pioggia abbatte le spighe di grano e le inondazioni le fanno marcire. Questo fenomeno accade talvolta in Bangladesh, uno stato che si trova nel subcontinente indiano. Ogni anno, durante la stagione dei monsoni, il Bangladesh è colpito dalle inondazioni. È vero che la maggior parte dei terreni coltivati è costituita da risaie, che hanno bisogno di grandi quantità d’acqua, ma devi ricordare che una quantità d’acqua eccessiva distrugge i raccolti di riso. Le tempeste tropicali con grandine e forti venti radono al suolo le fattorie in molte parti del mondo, in India, in Cina, nel Nord e nel Sud America.

Anche terremoti e vulcani possono provocare una carestia. La lava vulcanica fuoriesce e travolge le colture che crescono sul fertile suolo che si trova lungo i fianchi del vulcano e ai suoi piedi. Un’altra causa sono gli insetti, ad esempio le cavallette (o locuste), che divorano interi raccolti lasciando dietro di sé desolazione e fame. Infine, le piante possono essere colpite da malattie che pregiudicano i raccolti.

ANCHE L’UOMO FA LA SUA PARTE

Anche gli esseri umani possono provocare la carestia. La guerra costringe le popolazioni a fuggire dalle proprie case e dalle proprie terre; i giovani vengono chiamati a combattere come soldati e non possono più occuparsi della semina e del raccolto. Durante le guerre, a volte si decide di incendiare i campi per affamare la popolazione e costringerla ad arrendersi. In Europa, nel corso della seconda guerra mondiale, morirono di fame migliaia di persone.

Alcuni scienziati ritengono che i disastri naturali, quali la siccità e le alluvioni, stiano aumentando a causa del riscaldamento globale provocato dall’inquinamento. Essi affermano che la situazione migliorerà quando bruceremo meno combustibili fossili, primo fra tutti il petrolio.

Infine, le nazioni ricche e le grandi aziende (dette anche multinazionali) spesso impediscono ai paesi poveri di sviluppare un proprio mercato e una propria industria. Ciò significa che le nazioni povere hanno pochissimo denaro per far fronte ai periodi di carestia.

CHE COSA SI PUÒ FARE?

Molti dei paesi che vengono colpiti dalla carestia cercano di aiutarsi tra di loro. Nel corso della carestia nel Sahel, il governo dell’Etiopia e la Croce Rossa etiope misero a disposizione più della metà del cibo necessario a soccorrere coloro che stavano soffrendo la fame. Inoltre, l’Etiopia rimboschì la regione, piantando migliaia di alberi. Piantare nuovi alberi aiuta a mantenere il suolo compatto, fornisce umidità alla terra e crea più umidità nell’aria.

I fertilizzanti chimici fanno crescere le piante più rapidamente, ma costringono anche a usare enormi quantità d’acqua per mantenerle sane. Alcuni agricoltori stanno tornando ai vecchi fertilizzanti, ad esempio il letame di vacca. Gli stessi agricoltori, inoltre, scelgono tipi di colture che hanno bisogno di minori quantità di acqua per crescere. Molte comunità stanno costituendo mercati locali per vendere i propri prodotti e creare benessere, e stanno anche costruendo reti stradali migliori nei loro paesi.

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