Mito 120308 punti

Aereo ad energia solare

Documentazione di ricerca su “Un aereo a energia solare: un impulso allo sviluppo sostenibile” tratta da:
- www.torinoscienza.it
- www.patrimoniosos.it
Quando un avventuriero, abituato a gesta eclatanti, incontra un ente di ricerca importante come l’ESA (Agenzia Spaziale Europea), lo fa per un progetto pionieristico: la costruzione di un aereo a energia solare. L’avventuriero è lo svizzero Bertrand Piccard, famoso per aver compiuto nel 1999 il primo giro del mondo senza soste in pallone aerostatico. La sfida di Bertrand è di compiere, nel 2010, il giro del mondo a bordo di un aereo che faccia uso unicamente dell’energia solare. Questo progetto vuole essere da stimolo alla ricerca nel campo delle energie rinnovabili, quindi da supporto allo sviluppo sostenibile. Inoltre darà il via a una nuova fase dell’aviazione, basata unicamente sull’utilizzo di aerei non inquinanti, che sfruttano l’energia solare, fonte praticamente infinita a differenza delle riserve di combustibile fossile, limitate e altamente inquinanti. L’ESA contribuirà mettendo a disposizione le competenze e le tecnologie spaziali presenti in Europa attraverso il suo Programma di Trasferimento Tecnologico (Technology Transfer Programme). Il progetto è in corso di definizione; Piccard insieme a un team di 60 specialisti hanno presentato un primo modello dell’aereo nel giugno 2005 alla rassegna aeronautica di Le Bourget in Francia. Solar Impulse e’ il nome dell’aeroplano: è un monoposto alimentato unicamente a energia solare. La forma dell’aereo è simile a quella di un aliante con ampie ali e un corpo sottile. Infatti la sua apertura alare è di circa 80 metri, il che gli permette di minimizzare la resistenza indotta (perdita di aereodinamicità) e massimizzare la superficie disponibile per le celle solari. Le dimensioni di questa scala implicano un peso maggiore e una più grande suscettibilità alle turbolenze. Il pilota deve essere in grado di operare a una altitudine di 12.000 metri, sotto condizioni ostili di pressione e temperatura. Proprio per questo la fusoliera è equipaggiata con sistema di pressurizzazione, circolazione dell’ossigeno, eliminazione dell’anidride carbonica, come anche di eliminazione dell’umidità generata dal corpo umano che tende a condensare sui finestrini.
L’aereo di Piccard userà lo stesso sistema di alimentazione già sfruttato da tempo dai satelliti, ossia le celle solari: sistemi intelligenti di gestione e di immagazzinamento dell’energia. Le celle solari si basano sull’effetto fotovoltaico in cui la luce (fotoni) viene trasformata in corrente elettrica. Esse sono ospitate all’interno delle ali, proprio perché in questo modo sono meno soggette a deformazioni e vibrazioni. Inoltre sono racchiuse da una capsula protettiva sia per garantire la massima efficienza in ogni condizione di pressione e temperatura, tenendo conto che l’intervallo di temperatura varia da -60 C° and + 80 C°, sia per proteggerle dai raggi ultravioletti.
L’idea è di catturare, accumulare e usare circa 8 ore di luce ogni 24 ore. L’energia viene accumulata durante il giorno in batterie al litio, in modo da permettere all’aereo di volare anche di notte.
Durante il giro del mondo si alterneranno alla guida del veicolo: Bertrand Piccard, che ha proposto il progetto e che ne è presidente, Brian Jones, responsabile del programma di sviluppo sostenibile e lo svizzero André Borschberg, responsabile esecutivo di Impulso Solare. Il giro del mondo prevede cinque tratte di volo, ciascuna delle quali di durata compresa fra i tre e i cinque giorni.
Un progetto interessante dal punto di vista economico e scientifico, ma difficilmente fattibile: tale disegno tecnologico prese forma nel 2005 e attualmente non si è ancora giunti alla completa realizzazione. Si può comunque dire che rivoluzionerebbe l’intero sistema aeronautico e porterebbe ad una revisione delle odierne tecnologie utilizzate; indurrebbe ad un’analisi approfondita della critica situazione presente per la quale ci troviamo a convivere quotidianamente con il sempre maggior problema dell’inquinamento, e, perché no, ad un’effettiva strategia di risoluzione dello stesso. Tentar non nuoce.

Registrati via email