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Zinco

Elemento chimico di numero atomico 30 e peso atomico 65,37; simbolo: Zn. Nella tavola periodica degli elementi costituisce, insieme con i suoi omologhi superiori cadmio e mercurio, il II gruppo, sottogruppo B. È presente in natura con i seguenti cinque isotopi stabili.
Lo zinco era conosciuto quasi sicuramente in Cina molti secoli prima della nascita di Cristo; nel mondo occidentale si sa di certo che già ai tempi di Omero era noto l'ottone, una lega di rame e zinco ottenuta non direttamente per fusione dei due metalli, ma per riduzione contemporanea di due loro minerali o del rame con un minerale di zinco. L'isolamento dello zinco allo stato puro si fa comunemente risalire al XVI sec., ad opera di Paracelso; di certo fu preparato da Marggraf nel 1746. Non appena si conobbe la facile lavorabilità dello zinco a caldo ma a temperature moderate (150-200 °C) nacque un grande interesse per questo elemento, che fra l'altro era facile da preparare dai suoi minerali; la produzione di quantitativi massicci iniziò nella Slesia verso il 1800. Stato naturale: lo zinco non è presente nella crosta terrestre allo stato nativo in quanto presenta un'elevata affinità per diversi elementi ed ha una bassa nobiltà. È un elemento relativamente raro, dato che costituisce solo lo 0,012% circa della crosta terrestre. Anche nell'universo la sua abbondanza è limitata: si stima che ne esistano 486 atomi per ogni milione di atomi di silicio. I suoi minerali si dividono in due grandi classi, differenti soprattutto per i processi di lavorazione in metallurgia: solfuri e minerali ossidati. Fra i primi ricordiamo il solfuro ZnS, detto blenda o sfalerite, comune in Boemia, Giappone, Messico e Stati Uniti (Missouri, Illinois e Wisconsin); sovente esso è associato alla galena PbS, solfuro di piombo. Fra i minerali ossidati ricordiamo invece la smithsonite o carbonato di zinco (
[math]ZnCO_3[/math]
), la calamina o emimorfite o silicato di zinco.

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