Ominide 6206 punti

Separazione di miscugli omogenei

Per i miscugli omogenei i metodi di separazione sono diversi dai metodi di separazione per i miscugli eterogenei, alcuni dei quali possono essere indicati anche per quest'ultime.

Evaporazione del solvente/cristallizzazione.
Se dobbiamo separare un solido da una soluzione in cui é l'unico soluto (o al massimo contiene altre sostanze in tracce) basta fare evaporare il solvente per riscaldamento. Questa tecnica si usa anche per ricavare il salde da cucina dalle acque marine, sfruttando l calore del sole.

Distillazione.
E' una tecnica di separazione che sfrutta la differenza delle temperature di ebollizione delle diverse sostanze di una miscela, condensando poi i componenti passati in fase gassosa. La miscela da separare viene riscaldata fino all'ebollizione del componente più volatile (con il punto di ebollizione più basso), che passa allo stato di vapore e viene convogliato in un tubo refrigerato dove torna allo stato liquido e come tale viene raccolto. Se anche i componenti sono tanti, se i punti di ebollizione sono abbastanza diversi, é possibile distillarli l'uno dopo l'altro. E' usata sia per separare miscele complesse sia per purificare sostanze. E' una tecnica nota sin dal Medioevo, applicata principalmente alla produzione di bevande alcoliche.

Estrazione con solvente.
E' utilizzata per estrarre da un miscuglio liquido un singolo componente. Si aggiunge un solvente che non si mescoli con la soluzione (altrimenti farebbe una miscela ancora più complicata) che possa sciogliere la sostanza che interessa. Questa tecnica si applica anche su matrici solide: per esempio, si usa l'acqua bollente per estrarre le sostanze aromatiche dalle foglie del tè, l'alcol per estrarre dai fori sostanze profumate; é possibile anche ottenere olio di scarsa qualità dalle olive già spremute aggiungendo solvente che estraggono le tracce di olio rimaste; l'olio si recupera poi per evaporazione del solvente.

Cromatografia.
Si basa sul fatto che i vari componenti di una miscela manifestano un diverso grado di solubilità tra due fasi: una che funziona da supporto o solvente fisso (fase stazionaria), l'altra da solvente mobile (fase mobile). La fase stazionaria puo' essere anche una semplice striscia di carta da filtro (cromatografia su carta) lungo cui sale per capillarità il solvente mobile. I componenti della miscela si separano perché quelli più affini alla fase stazionaria vengono trattenuti di più, e quindi sono più lenti a salire.
Il nome ("scrittura con il colore") deriva proprio dalle bande colorate che si generavano sulla carte nei primi tentativi di separazione.

Registrati via email